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Condanna a 4 anni e risarcimento di oltre 2 mln di euro per l’ex consigliere comunale Raffaele Mazzei

mercoledì 28 settembre 2016

raffaele_mazzeiLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Quattro anni di carcere, risarcimento alla parte civile di 2 milioni e 400 mila euro, ordine di confisca dei beni in sequestro preventivo dal valore di 110 mila euro (in qualità di legale rappresentante della Cep srl, Jcube srl nonché della Capannelle 2000).

Questa la sentenza emessa dal gup di Lamezia, Francesco Aragona, al termine del processo con il rito abbreviato nei confronti del commercialista (ed ex consigliere comunale dell’Udc), Raffaele Mazzei, 47 anni, finito agli agli arresti domiciliari per peculato e reati tributari a maggio scorso (poi tornato in libertà).

Mazzei (che all’epoca dell’arresto era consigliere comunale e per questa vicenda si dimise, in passato era stato anche vicesindaco) in qualità di commissario liquidatore della cooperativa edilizia romana Capannelle 2000, sulla base delle indagini del Gruppo della Guardia di finanza di Lamezia, avrebbe prosciugato le casse della cooperativa edilizia romana Capannelle 2000 in qualità di commissario liquidatore anche quando il suo mandato (che gli era stato conferito dal ministero dello Sviluppo Economico) era scaduto nel 2008.

Secondo le accuse, mediante cene, pranzi, soggiorni in hotel, regali, rimborsi chilometri, incarichi legali e di consulenza fiscale, fatture per operazioni inesistenti attraverso società a lui riconducibili e con un’altra società romana, nonchè per l’assunzione di sette collaboratori nel momento in cui la cooperativa avrebbe cessato la sua attività, avrebbe svuotato le casse della cooperativa con un ammanco di 2.485.945 euro.

Mazzei è stato anche condannato all’interdizione perpetua dall’ufficio di componente commissione tributaria; interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per il periodo di un anno; interdizione dalle uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo di sei mesi; incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo di un anno. Ad un anno (pena sospesa) è stata condannata anche Anna Maria Liguori di Cassino (oltre alla confisca dei beni in sequestro preventivo per la somma di 43,474,00) legale rappresentante della società We Can Solutions. Mazzei e Liguori sono stati assolti per altri capi d’accusa. (Quotidianodelsud)

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