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San Pietro a Maida, operazione “Apache”: cinque arresti per furti in abitazione, detenzione illegale armi ed eroina

mercoledì 3 agosto 2016 - 13:55
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carabinieri-arresto11-300x200.jpgSAN PIETRO A MAIDA (CATANZARO) – Alle prime luci dell’alba i Carabinieri delle Compagnie di Lamezia Terme e Girifalco, unitamente a personale del GOC di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e una dell’obbligo di dimora emesse dal G.I.P di Lamezia Terme, rispettivamente nei confronti di BERLINGIERI Damiano cl. 89, BEVILACQUA Federico cl. 86, BERLINGERI Fabrizio cl. 88, BERLINGERI Armando cl. 83, SCICCHITANO Massimo cl. 75, tutti pluripregiudicati, poiché ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso tra loro, di rapina a mano armata e aggravata commessa a San Pietro a Maida in data 14 Marzo 2016 in danno di un impiegato bancario che trasportava l’incasso pari a 10.000 euro prelevato poco prima da un supermercato di Maida, svariati furti di autovettura commessi in Lamezia Terme, nonché un furto in abitazione accaduto sempre in San Pietro a Maida questa volta ai danni di un’anziana vedova.
Proprio dalla rapina a mano armata consumatasi nel territorio sopra citato, i militari del Comando Stazione di Maida e dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Lamezia Terme, davano inizio a serrata attività d’indagine tecnica e tradizionale sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme nelle persone del Procuratore f.f. Dott. Luigi Maffia e del Sostituto Procuratore Dott.ssa Marta Agostini, mediante la quale venivano acquisiti numerosi elementi di responsabilità a carico dei prevenuti. Venivano in seguito accertate altre responsabilità penali in capo ai soggetti di cui sopra, in ordine a innumerevoli furti di autovettura nonché di effetti personali custoditi all’interno delle stesse, tutti consumatisi nel comprensorio lametino nel periodo intercorrente tra il mese di Aprile e quello di Maggio u.s. Gli inquirenti sono stati inoltre nelle condizioni di poter ricostruire un furto in abitazione perpetrato in data 22 maggio 2016 ai danni di un’anziana vedova di San Pietro a Maida, la quale, dovendo partecipare al funerale del proprio defunto marito, lasciava incustodita la propria abitazione permettendo così ai malfattori di derubare quanto in essa custodito (un quantitativo di Euro 3.000,00 circa, oro, buoni fruttiferi della posta). Quest’ultima fattispecie delittuosa veniva portata a compimento con successo da parte dei rei soprattutto grazie alla compiacenza di SCICCHITANO Massimo che, in particolare, ha fornito contributo fondamentale per la buona riuscita del colpo, rivelando informazioni utili ai correi in ordine a date, orari, struttura dell’abitazione da svaligiare, vie di fuga.
Dalle attività d’indagine sopra delineate sono emersi particolari che hanno rimarcato la pericolosità dei soggetti sopra citati, i quali studiavano e realizzavano i propri intenti delittuosi effettuando accurati sopralluoghi nelle zone in cui poi dovevano effettuare il colpo, si preoccupavano di operare in condizioni di totale sicurezza verificando aprioristicamente l’eventuale presenza di sistemi di videosorveglianza ovvero la presenza di forze dell’ordine studiandone attentamente i movimenti e le abitudini, studiavano gli obiettivi carpendo informazioni utili da soggetti pregiudicati del posto in cui dovevano andare ad operare, adottavano tutte le precauzioni possibili come guanti e passamontagna per evitare di essere riconosciuti). Inoltre, nel corso delle attività di perquisizione svolte questa mattina nell’ambito delle esecuzioni di custodia cautelare per i fatti sopra cennati, SCICCHITANO Massimo veniva tratto in arresto in flagranza di reato e condotto in carcere, per come disposto dal Sostituto Procuratore in turno Dott.ssa Giulia Maria Scavello, in quanto resosi responsabile della detenzione illecita di un’arma da fuoco calibro nove, clandestina e con matricola abrasa rinvenuta all’interno della cucina, della detenzione di circa 100 grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina suddivisa in dosi, di un bilancino di precisione, di materiale per il confezionamento nonché della somma di 400 euro in banconote di diverso taglio, successivamente sottoposta a sequestro poiché ritenuta provento dell’attività di spaccio.

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