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Poliziotti salvano un bimbo portandolo a piedi, di corsa, in ospedale

giovedì 8 ottobre 2015

poliPALERMO – Sono quelle notizie che spesso non ricevono molta eco ma che meriterebbero invece davvero di aprire le prime pagine dei quotidiani. A Palermo due agenti di polizia del commissariato Brancaccio, Massimiliano Tuzzolino e Stefano Calandra, hanno salvato pochi giorni fa un bimbo di appena 18 mesi, che era in pericolo di vita. Lo hanno salvato portandolo letteralmente di corsa in ospedale. A raccontarcelo è l’Agente Lisa sulla pagina Facebook della Polizia di Stato:

“Buona domenica a tutti dall’Agente Lisa!
È proprio vero che certe volte volere è potere. E lo dico a ragione dopo aver parlato con Massimiliano Tuzzolino e Stefano Calandra, i due poliziotti del Commissariato Brancaccio di Palermo che, durante il servizio di volante, pochi giorni fa, hanno salvato un bimbo di 18 mesi.
Il padre del piccolo, alla guida dell’auto, cercava inutilmente di farsi largo a colpi di clacson in mezzo al traffico serale e i poliziotti hanno notato che la mamma sporgeva il bambino dal finestrino, probabilmente con l’intento di farlo respirare meglio. I colleghi hanno provato subito a fargli strada con la sirena ma non c’era verso di passare a causa delle auto in entrata e in uscita da un vicino centro commerciale. Il colorito del bimbo intanto era diventato bluastro e Massimiliano ha tentato la manovra di Heimlich per disostruire le vie aeree anche perché la madre, completamente bloccata dal panico, non forniva indicazioni sulle cause.

Il piccolo al quinto colpo ha iniziato a piangere e per un momento c’è stato il sollievo generale, ma dopo pochissimi secondi è tornato immobile e il colorito è diventato scuro. A quel punto Massimiliano mi ha detto che ha rivisto in lui suo figlio di due anni e che non poteva permettere che quel piccolo cuoricino non ce la facesse a sopravvivere.
Lo ha letteralmente strappato dalle braccia della madre e tra lo stupore del padre e del nonno del bimbo ha iniziato a correre a perdifiato verso l’ospedale distante 400/500 metri, evitando macchine, motorini, pedoni.
Stefano nel frattempo, con un cenno di intesa, è scattato avanti più veloce ancora per andare ad avvisare i medici e farli trovare pronti all’arrivo del piccolo. E così è stato.

Massimiliano stremato e senza fiato ha trovato, pronta ad aspettarlo, un’équipe che ha preso in consegna il piccolo e lo ha salvato. Ma a dirla con le parole dei medici, senza quella corsa loro non avrebbero potuto far nulla.
E così si è passati dalla festa per il sollievo che il piccolo fosse fuori pericolo, all’abbraccio commosso dei genitori e del nonno del bimbo. E l’applauso delle persone in attesa al pronto soccorso, che avevano visto tutta la scena dall’arrivo in poi, ha scaldato il cuore di tutti.
Proprio il nonno poi ha voluto scrivere al questore di Palermo una lettera per ringraziare i due colleghi e ora quando li sente al telefono, perché Massimiliano ormai è di famiglia, gli dice che un caffè è sempre pronto per lui e per Stefano.”

Redazione

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