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“Non voglio morire con te” e il poliziotto eroe salva una ragazza

lunedì 9 marzo 2015

davideBELLUNO – Davide Bonin, 42 anni sovrintendente di polizia della questura di Belluno, originario di Castelfranco si è gettato nelle acque gelide del Mis, il lago artificiale che si trova a nord di Sospirolo (Belluno), e ha salvato la vita a una 20enne che voleva farla finita. La ragazza ha rischiato di trascinarlo sotto e la temperatura dell’acqua, praticamente ghiacciata, gli dava un margine d’azione di pochissimi minuti: “Non si rimane a guardare in quei momenti. Le ho fatto capire che avevo paura anch’io e volevo continuare a vivere”.

Davide racconta al Gazzettino di Treviso gli attimi concitati di quel sabato 28 febbraio. Pochi momenti: vede la ragazza nel lago e si getta senza togliersi neanche il cinturone e le scarpe, quasi senza pensare: “Se avessi pensato mi sarei almeno tolto il cinturone e le scarpe. In quei momenti non ci si pensa. Non ne ho avuto il tempo, e non c’era il tempo materiale di chiamare nessuno. Non è un gesto di incoscienza, comunque. So nuotare e ho anche fatto immersioni subacquee. Però nei mari caldi. Sinceramente, se non sarò costretto, non ci entrerò più in un lago.”

Racconta che mai sarebbe arrivato lì sul lago da solo, in realtà stavano cercando la ragazza e sono giunti in tempo e grazie ad un lavoro coordinato dell’intera Questura. Insieme ad un collega hanno trovato l’auto della donna, vuota, aperta e non c’erano messaggi, ma tutto lasciava intendere che nulla di buono stava per accadere. Ecco che notano però la ragazza:
“L’abbiamo notata vicino all’acqua e quando ci ha visti ha reagito: due, tre passi e si è buttata cadendo di schiena. Non ho pensato a famiglia o altro, ma è stata la scarica di adrenalina a spingermi e mi sono tuffato”.

Il poliziotto dunque ha un bel da fare con la ragazza che si agita nelle acque gelide allora inizia a parlarle in uno “scambio” di emozioni e sentimenti che preferisce non rendere pubblici. Un momento delicato sino a quando Davide le fa capire che “avevo paura anch’io e che volevo continuare a vivere. Mi ha colpito che la reazione è stata immediata e positiva. La ragazza a quel punto è rimasta immobile. È stata la più grande soddisfazione”. Il sovrintendente ha rischiato la vita, vista la resistenza della donna e alla domanda dell’inviato del Gazzettino risponde: “Ci ho pensato in questi giorni. Nella consapevolezza di saper nuotare, penso che la decisione di non buttarmi mi peserebbe di più. Non si rimane a guardare in quei momenti, credo che non ne sarei capace”.

Luisa Loredana Vercillo

 

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