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Arrestato lametino per rapina, tentata estorsione, sequestro di persona, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio

sabato 7 marzo 2015 - 13:00
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catanzaro_giovanniLAMEZIA TERME (CZ) – I Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, al termine di un’attività d’indagine durata circa due mesi, su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, hanno tratto in arresto Catanzaro Giovanni, 57 anni, soggetto già conosciuto alle forze di polizia, contestando allo stesso i reati di rapina aggravata, tentata estorsione, sequestro di persona, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio.

Nello specifico i fatti risalgono allo scorso 30 dicembre allorquando un furgone della ditta TV PRESS di Catania che si occupa del trasporto di quotidiani nazionali tra i quali “la Repubblica”, veniva, da quanto dichiarato dal conducente, rapinato da individui a viso coperto. Le anomalie del racconto fornito dall’autista sin da subito indirizzava gli investigatori nel ritenere che la verità fosse diversa da quella prospettata.

Infatti a seguito delle indagini svolte, è stato appurato che la vittima era stata in realtà bloccata dal Catanzaro Giovanni nei pressi del Bivio Bellafemmina di S.Eufemia. Dopo aver fatto scendere il conducente dal mezzo, privandolo di qualsiasi forma di comunicazione, lo costringeva a guidare il veicolo fino alla pineta di Curinga dove, innanzi allo stesso, dava fuoco al mezzo con all’interno tutti i quotidiani intimando al contempo di non riferire alle forze dell’ordine quanto accaduto.

Nel corso dell’attività veniva altresì appurato che la ditta del CATANZARO, che in precedenza effettuava il servizio di distribuzione della Repubblica, era stata sollevata dal predetto incarico. Per tali ragioni sin dal mese di settembre 2014, il CATANZARO aveva in più circostanze posto in essere minacce verbali e fisiche nonché tentativi di estorsione alla subentrante ditta TV PRESS poiché in Calabria la consegna dei giornali sarebbe dovuta essere prerogativa dei calabresi. Il CATANZARO a seguito del provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria di Lamezia Terme veniva dunque rintracciato in Acconia di Curinga e dichiarato in stato di arresto sottoponendolo momentaneamente alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

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