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Gdf denuncia 40 persone che hanno incassato pensioni di defunti. Tra essi un lametino. Danni per 350mila euro

lunedì 1 dicembre 2014 - 12:17
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soldi_3LAMEZIA TERME (CZ) – Tra gli oltre 40 denunciati dalle fiamme gialle catanzaresi, c’è anche la pensione di guerra incassata da un pregiudicato di Lamezia Terme, che gli ha fruttato ben 80 mila euro, col particolare di non poco conto che il titolare (la madre) fosse deceduta da tempo.

Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro ha, infatti, concluso un’attività investigativa, finalizzata ad individuare eventuali truffe perpetrate sia ai danni dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sia del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dipartimento della ragioneria generale dello Stato, in ordine alla indebita percezione di emolumenti pensionistici.

L’operazione, nel corso della quale sono state vagliate oltre 4.000 posizioni pensionistiche, relative agli anni dal 2009 al 2014, ha permesso di riscontrare che numerose di esse erano ancora attive, nonostante i relativi titolari fossero deceduti. Infatti, i rispettivi delegati alla riscossione, attestando falsamente l’esistenza in vita degli aventi diritto al trattamento previdenziale ed inducendo in errore i funzionari dell’ufficio postale preposto al pagamento, hanno indebitamente continuato ad incassare le rate di pensione, presso i vari uffici postali interessati, per un ammontare complessivo di oltre 350.000,00 euro.

L’attività posta in essere dalle fiamme gialle nell’ambito del settore previdenziale (interessante inps – inail – assegno sociale – pensioni di guerra) ha consentito di denunciare all’autorità giudiziaria competente, come si diceva, oltre 40 soggetti, per i reati di truffa aggravata. Gli stessi sono stati anche denunciati alla locale Procura regionale della Corte dei Conti, per il danno erariale cagionato.

In tale contesto, uno dei soggetti indagati si è reso responsabile, da solo, di una truffa pensionistica pari all’indebita percezione di ben 130.000,00 euro.

A seguito di apposito provvedimento assunto dal Gip presso il tribunale di Catanzaro, si è provveduto a sottoporre a sequestro preventivo verso i responsabili di loro beni per un ammontare complessivo di 250.000 euro circa.

L’attività investigativa, che ha interessato le indebite erogazioni della prestazione assistenziale dell’assegno sociale, ha permesso di rilevare e segnalare, tra gli altri, anche tre soggetti di nazionalità marocchina (residenti solo figurativamente nella provincia di Catanzaro) e altrettanti soggetti di nazionalità italiana emigrati in Argentina (rientrati temporaneamente in Italia solo al fine di istruire le pratiche per ottenere l’erogazione da parte dell’Inps delle prestazioni assistenziali), per aver indebitamente percepito circa 70.000 euro.

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