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Fumi di Scordovillo, l’associazione “Quartiere Capizzaglie” invita tutti ad unire le forze per risolvere dannoso problema

venerdì 4 luglio 2014 - 16:34
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fumi_scordovilloLAMEZIA TERME (CZ) – Una colonna di fumo nero, carico di diossina, si solleva in cielo. Il vento, ne determina la direzione. Pneumatici usati, resti di batterie delle auto, elettrodomestici, ferro e rame, sono solo alcuni dei materiali che bruciano illegalmente nelle discariche abusive che sorgono nei pressi del campo rom di località Scordovillo.

Una situazione ormai all’ordine del giorno e che coinvolge, inevitabilmente, le case dei residenti di Lamezia Terme che distano poche centinaia di metri dal campo. I sacrifici di una vita per l’acquisto della prima casa portano all’esasperazione, ma quando in ballo c’è la salute, a crescere è la rabbia.

“Siamo esausti di questa situazione – dicono i responsabili dell’Associazione “Quartiere Capizzaglie” – bisogna che le istituzioni ci rassicurino sulla imminente fine di questa pericolosa ed annosa “usanza” dei rom che risiedono nel campo. Nell’ultimo mese i vigili del fuoco sono dovuti intervenire più volte per placare la furia dei roghi tossici. Bisogna bonificare l’area, oggi invasa da tonnellate di rifiuti abbandonati nei pressi del campo Rom e su cui sono stati disposi i sigilli e chiuse le vie di accesso.

Un insediamento dichiarato abusivo dalla magistratura, va ricordato, ma che sopravvive senza regole e controlli. Sforzi apparentemente inutili, visto che i roghi non si sono mai fermati. Gli ultimi, molto grandi, si sono verificati nella giornata di mercoledì 2 luglio ed oggi. In pieno giorno. Indisturbati. Non è più possibile tollerare una simile situazione: stanno avvelenando noi, i nostri figli e l’ambiente che ci circonda. Uno studio recentissimo ha classificato le città di Napoli e Taranto come le due nelle quali l’incidenza dei tumori è 10 volte maggiore alla media nazionale. Se continueremo di questo passo, presto gli soffieremo il primato. Chiediamo un intervento immediato di tutte le forze dell’ordine e degli enti territoriali ai vari livelli istituzionali, affinchè mettano immediatamente fine a questo cancro che sta avvelenando tutta la città”.

I responsabili dell’Associazione “Quartiere Capizzaglie” concludono la loro nota chiamando “tutti i cittadini e tutte le altre associazioni, comitati, movimenti e quant’altro presenti in città, ad unire le forze in una comune petizione da inoltrare in primis alla magistratura e poi a tutti gli enti territorialmente coinvolti”.

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