Ritorna a Lamezia Terme 'Il Sabato del Villaggio' | LameziaClick.com

A Lamezia Terme il raffinato cartellone culturale diretto da Raffaele GaetanoChi ha detto che la provincia è statica, una morta gora dove non avviene mai nulla? Probabilmente,

[Vai all'home] - [Vai al contenuto] - [Ricerca nel sito] - [Menu di Navigazione] - [Info giornale]

LameziaClick.com
Venerdì 09 Gennaio 2009 01:00
 

centro-studi-koineA Lamezia Terme il raffinato cartellone culturale diretto da Raffaele Gaetano

Chi ha detto che la provincia è statica, una morta gora dove non avviene mai nulla? Probabilmente, in momenti diversi, qualcosa di simile l'abbiamo detto o pensato un po' tutti. Eppure, a Lamezia Terme avviene ogni anno un piccolo miracolo culturale. E ad accenderlo è una raffinata rassegna, «Il Sabato del Villaggio», che in cinque dialoghi tra eminenti personalità della cultura italiana e internazionale e il direttore artistico Raffaele Gaetano, si propone di offrire con ritmo mensile uno spaccato del sapere contemporaneo.

In realtà è dal 2001 che «Il Sabato del Villaggio», raccoglie un pubblico appassionato da tutta la Calabria. Segno che i lametini, e non solo loro, hanno desiderio di ascoltare, approfondire, imparare. Non si spiegherebbe altrimenti la vastissima affluenza a ogni incontro. E il direttore artistico della rassegna, puntualmente non delude le aspettative, invitando grandi nomi del mondo della letteratura, del giornalismo, della storia italiana del secondo '900.

Ma perché intitolare questa rassegna «Il Sabato del Villaggio»? Per stimolare nuovi e originali percorsi di pensiero attraverso lo scavo di tematiche particolarmente significative del nostro tempo. Per far ciò è necessario entrare in contatto con i personaggi che vivificano la cultura italiana e internazionale. Come sosteneva Longino è solo guardando ai grandi modelli che se ne possono suscitare di nuovi. Ciò è tanto più vero in una regione come la Calabria per troppo tempo lontana dai grandi centri propulsivi, limitata nelle sue possibilità di crescita da esperienze episodiche che certo non hanno contribuito a stimolare le coscienze. Una Regione dove la cultura può però assurgere a protagonista, aprendo orizzonti inaspettati e garantendo per tutti un futuro migliore.

Abbiamo voluto sentire il motore del «Sabato del Villaggio» e di altre importanti rassegne culturali calabresi, Raffaele Gaetano, che oltretutto è anche un colto e raffinato studioso di estetica.

Quali saranno gli ospiti dell'ottava edizione del «Sabato del Villaggio»?
Già da tempo si è definito il parterre degli ospiti. D'altra parte, trattandosi di una rassegna d'eccellenza, non potrebbe essere altrimenti. Sarà il grande critico d'arte Vittorio Sgarbi, domenica 25 gennaio alle ore 18.00, nella cornice della nuova Sala Consiliare del Comune di Lamezia Terme ad aprire l'edizione 2009 dialogando con me su un tema avvincente e ricco di iridescenze culturali: «Che cos'è l'arte?». Tra gli altri ospiti che si alterneranno con cadenza mensile: uno dei più celebrati filosofi italiani contemporanei, Enrico Berti, con il quale mi soffermerò sulle origini del pensiero occidentale, e cioè su «Lo stupore della filosofia». A Bice Biagi chiederò invece di tracciare un itinerario umano e professionale di suo padre Enzo Biagi, giornalista amatissimo dal grande pubblico e per questo meritevole di un ricordo suggestivo da parte di chi lo ha conosciuto così da vicino. Volutamente ho omesso di ricordare gli altri due eccezionali ospiti. È una sorpresa che le svelerò nella prossima intervista.

Mentre c'è una rassegna che sta per iniziare, un'altra, «Parole Chiave» sta per concludersi a Catanzaro, città anche questa molto benevola nei confronti delle sue proposte culturali. Possiamo tracciare un piccolo bilancio, citando i contenuti chiave della rassegna?
Intanto ricordo che martedì 20 gennaio alle 18.00, presso l'Auditorium «A. Casalinuovo di Catanzaro», sarà ospite Liliana De Curtis, figlia del grande Totò. Un incontro anche questo indimenticabile. «Parole Chiave» ha peculiarità assai diverse dal «Sabato del Villaggio». Quest'ultimo rimane libero di spaziare tra letteratura e filosofia, la rassegna catanzarese prende invece in esame volta a volta parole particolarmente pregnanti del nostro tempo sviluppandole nelle direzioni più diverse. Il pubblico è avvolto dai ragionamenti miei e dell'ospite di turno, preso nel vortice dei riferimenti anche estremi. I temi sono sempre caldi, vibranti, attuali. «Parole Chiave» è stata voluta dal Presidente Agazio Loiero che mi chiesto di pensare ad una rassegna alta e di fortissimo impatto culturale per tutta la regione. La qualità assoluta degli ospiti e la partecipazione sempre ampia e qualificata di pubblico confermano la bontà di questa scelta.

Tante le idee che si stanno mettendo a punto per il 2009. Tra queste un grande evento su Dante e una rassegna nei principali Licei Scientifici della Provincia di Catanzaro, dove arriverà anche il fisico di fama mondiale Antonino Zichichi. Cosa succederà, in entrambi i casi?
Anche in questo caso le mie idee si sono sposate sinergicamente con quelle della politica. La cultura, quando vuole, sa essere effettivamente bipartisan. Con la Presidente Wanda Ferro ho pensato ad una rassegna dedicata alla scienza e intitolata «Dialoghi sulla Scienza». Nella presentazione alla stampa saremo in grado di fornire informazioni più dettagliate sull'iniziativa che vuole coprire, attraverso la presenza di ospiti di alto profilo, un gap di interesse per la scienza nella nostra Calabria. Le posso solo anticipare che mercoledì 25 marzo la rassegna si concluderà con una memorabile lezione magistrale del grande fisico Antonino Zichichi a Catanzaro. Un evento su cui già da ora si sta concentrando la curiosità di molti calabresi interessati ad ascoltare dal vivo lo scienziato di fama mondiale. Per quanto riguarda Dante, posso anticipare già da ora che la città capoluogo di regione avrà il privilegio di assistere ad un altro evento memorabile, la lettura della «Divina Commedia» da parte di Vittorio Sermonti. Il maggiore poeta italiano di sempre letto e interpretato da quello che tutti riconoscono come il suo maggiore interprete a livello mondiale, l'unico autorizzato a leggerlo dove il Sommo Poeta è sepolto, l'unico che ha raccolto in tutti questi anni vastissime folle per la peculiarità della sua lettura-interpretazione.

Raffaele Gaetano è anche uno studioso famoso, premiato per i suoi libri su Giacomo Leopardi. Di recente il suo «Giacomo Leopardi e il Sublime», che già Remo Bodei e Giulio Ferroni avevano definito una pietra miliare negli studi leopardiani, è stato adottato in una prestigiosa università tedesca.
È un evento che mi lusinga e che illumina un versante della mia personalità, quello dello studioso di estetica, noto soltanto agli addetti ai lavori. E invece eccomi qui a riparlare, con non poco disagio, del mio lavoro che è stato adottato per il corso di Letteratura Italiana dal prof. Christof Weiand dell'Università di Heidelberg, il più prestigioso ateneo tedesco. Per la verità il libro, edito da Rubbettino nel 2002, ha già avuto un'ampia fortuna essendo stato il primo ad esplorare sistematicamente l'idea di sublime in Leopardi. L'autorevole «Giornale Critico della Filosofia Italiana» gli ha dedicato una vasta recensione. Sono piovuti premi. Insomma una notizia che non mi coglie di sorpresa. L'intuizione di studiare con spirito archeologico un Leopardi poco vulgato evidentemente continua a portare i suoi frutti.

Rosina Volpe

 
 

PUBBLICITA'

PUBBLICITA'

PUBBLICITA'

I più letti del giorno