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Lamezia, “Il ruolo dei cattolici nelle istituzioni”, incontro con Vincenzo Antonelli alla Scuola Dottrina Sociale della Chiesa

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Il ruolo dei cattolici nelle istituzioni”, questo è il tema scelto per il primo incontro della Scuola-Laboratorio di Dottrina Sociale della Chiesa della Diocesi di Lamezia Terme giunta ormai al suo XIII anno. Nelle sedi di Falerna, Lamezia Terme e Marcellinara (Consiglio Comunale Aperto) ad intervenire è stato Vincenzo Antonelli Docente di Diritto Amministrativo, università Cattolica del Sacro Cuore.

“Abbiamo iniziato quest’anno a Lamezia Terme nel mese di settembre insieme a S. E. R.ma Cardinale Gualtiero Bassetti (Presidente Cei) con il Pre-Festival della Dottrina Sociale – afferma Don Fabio StanizzoDirettore dell’ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro e della scuola di dottrina sociale della chiesa, le cui provocazioni ci hanno portato a scegliere come tema di quest’anno per la scuola“Il Ruolo dei Cattolici nella società civile, nella Politica, nelle Imprese e nelle Istituzioni” come richiamo ai valori della dottrina sociale, la sussidiarietà, la solidarietà e l’impegno politico come forma alta di carità.

“Credo sia arrivato il momento di proporre un nuovo approccio sociale e culturale che grazie agli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa possa tradurre in azione concreta nuove prospettive di soluzione ai tanti problemi e sfide che attendono la nostra società” – ha affermato il Sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, durante il Consiglio Comunale Aperto realizzato come sinergia tra l’amministrazione comunale e la diocesi di lameziaterme – “la prospettiva non deve essere quella di una strenua difesa di un’identità specifica bensì l’adozione di una prospettiva ampia, matura, responsabile, consapevole con strumenti in grado di rispondere ai bisogni della collettività per fare buona politica e realizzare veramente il bene comune”. Al termine, il sindaco ha consegnato al Vescovo la cittadinanza onoraria “Grati per la Guida Pastorale rivolta alla promozione del progetto del bene comune al servizio della persona e collettività”. Il vescovo, nel ringraziare la comunità, ha affermato che “l’obiettivo delle nostre iniziative è quello di motivare, a partire dalla Parola di Dio e dalla Dottrina Sociale della Chiesa, il senso di un impegno nel sociale e nella vita politica a servizio della crescita umana integrale e la realizzazione del bene nelle sua interezza”.

Nei suoi interventi, il professore Vincenzo Antonelli, sottolinea il grande lavoro della diocesi lametina e del suo Vescovo che in questi 13 anni con molti sacrifici ha portato avanti la scuola conuna formazione e un impegno sociale ispirati ai principi del magistero sociale della Chiesa e orientati verso il bene comune.“Portare la scuola di dottrina sociale in una piazza, in un consiglio comunale e in Episcopio è un passo importante perché significa andare in mezzo alla gente, nei luoghi di vita quotidiana. Questo fa parte di un grande progetto che ha un respiro internazionale. Il prossimo festival di Verona, ricorda Antonelli, sarà dedicato alla presenza. Essere presenti, e la presenza ha due dimensioni: per essere presenti con gli altri bisogna prima di tutto essere presenti a noi stessi, bisogna cioè costruire noi stessi. E poi c’è la relazionecon gli altri, e il noi che deve essere presente”. Come essere presenti nelle istituzioni e cosa sono oggi le Istituzioni è stato lo spunto per una riflessione più ampia che è partita da Don Luigi Sturzo e dal suo programma municipale tratto dal discorso di Caltanissetta del 1902, preparatorio di quello che sarebbe stato poi l’appello ai Liberi e Forti del 1919. L’impegno nasce dal Comune, quindi, dall’Istituzione più prossima al cittadino. E’ dal Comune che la comunità locale si organizza e si determina nelle sue decisioni. Cosa deve contraddistinguere un Comune nella capacità di farsi carico dei bisogni della comunità: il pluralismo per alimentare dialogo e confronto, la legalità, che Don Sturzo identificava quale onestà amministrativa, l’inclusione e la capacità di accogliere l’altro.

Idee e fatti, progettare e realizzare, solo coniugando e trovando il giusto equilibrio di entrambi può concretizzarsi un’azione politica ispirata sul territorio che sappia rafforzare le Istituzioni, senza personalismi, ma mettendo al centro i bisogni della persona e della collettività per realizzarne le aspettative.

Non a caso il richiamo del Professor Antonelli, nel concludere i suoi interventi, è stato alle beatitudini del politico enunciate da Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale per la pace: beato il politico che ha un’alta consapevolezza ed una profonda coscienza del suo ruolo; beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità; beato il politico che lavora per il bene comune e non per il suo proprio interesse; beato il politico che si mantiene fedelmente coerente; beato il politico che realizza l’unità; beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale; beato il politico che sa ascoltare; beato il politico che non ha paura.

I prossimi appuntamenti con la Scuola di dottrina sociale della chiesa si terranno il 28 e 29 Marzo con Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel, che ci parlerà del “Ruolo dei cattolici nelle imprese”.

 

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