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Il giorno mariano di Conflenti

Visora: vis più ora. Addizione di fede. Se vuoi, prega:  alla latina. Un momento di devozione che ci accompagna dal terzo venticinquennio del Cinquecento: forse è la poesia tardorinascimentale che ci rappresenta di più. La Statua che non lascia immobili: una fede che scuote. Ecco perché voglio ricordarla attraverso la lirica: non c’è verso che non ricordi la presenza mariana nelle stagioni letterarie di tutti i tempi. Non c’è verso: ovunque è rappresentata, non potrebbe essere diversamente!

Ha scritto Guittone D’Arezzo: “Graziosa e Pia, virgo dolce Maria, per mercé nénvia – a salvamento, Envianea bon porto, vero nostro Conforto”.

E Dante Alighieri ne “La Divina Commedia” (canto XXXII): “Riguarda ormai ne la faccia che a Cristo più si somiglia, chè la sua chiarezza sola ti può disporre a vedere Cristo”; “Io vidi sopra lei tanta allegrezza piover, portata ne le menti sante create a trasvolar per quella altezza, che quantunque io avea visto davante di tanta ammirazion non mi sospese, né mi mostrò di Dio tanto sembiante; e quell’amore che primo li discese cantando ‘Ave Maria, gratia plena’ dinanzi a lei le sue ali distese”.

In due sonetti sull’Annunciazione e sull’Assunzione, Giovanni Boccaccio ha scritto: “Madre di grazia e specchio d’allegrezza; ma l’umiltà tua, la qual fu tanta, che potè romper ogn’antico sdegno tra Dio e noi e far il ciel aprire” e “Drizza il mio cammin, fammi possente di divenir ancora dal destro lato del tuo Figliuol, fra la beata gente”.

E Silvio Pellico rivolto a Dio: “Ma delle tue fatture la più bella, Quella che più di grazia è portatrice, Quella che più ti rappresenta, quella Che al cor più dice, Ell’èMaria, la Vergine, la Figlia, dell’Uomo, in Ciel fatta a’fratel reina, la femminil pietà che s’assomiglia, Alla divina”.

E per finire, Trilussa ha scritto: “Quann’ero ragazzino, mamma mia me diceva: Ricordate fijolo, quanto te senti veramente solo, tu prova a recità n’Ave Maria! L’anima tua da sola pija er volo e se solleva come pe’ maggiia!”.

“Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato, da un pezzo s’è addormita la vecchietta, ma quer consijo nun l’ho mai scordato – continuava –. Come me sento veramente solo… io prego la Madonna benedetta e l’anima da sola pija er volo!”.

Evviva Maria!

Francesco Polopoli

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