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Folla immensa alla Processione San Francesco di Paola. Cantafora: “Dio ha un sogno per questa città. Lamezia non può essere dilaniata da interessi di parte”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Si è svolta ieri pomeriggio la solenne processione in onore di San Francesco di Paola per le vie della città. L’emozionante uscita del Santo dalla Chiesa Matrice, il giro nelle suggestive vie del centro storico, i canti, la preghiera, i fiori lanciati dai balconi addobbati con le coperte più belle e più preziose, i baci mandati dalle vecchiette dalle loro finestre…e tanta fede e devozione per il santo tanto amato dai lametini.

“Mai come in questo tempo stiamo sperimentando, la debolezza della nostra città. Eppure la città è il nostro patrimonio. A cinquant’anni dalla sua fondazione, non possiamo considerarla come un anonimo agglomerato senza identità e dilaniata da interessi di parte. Dio ha un sogno per la nostra città. E il sogno di Dio è che la nostra città sia sempre più umana, più vivibile, più vicina a tutti. Ma, questo sogno di Dio ha bisogno dell’impegno di tutti noi”.

E’ stato uno dei passaggi centrali del messaggio alla città del vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora, a conclusione della processione, in piazza 5 dicembre.
Il monito alla ricerca del bene comune e dell’unità di Lamezia, nel cinquantesimo anno della sua nascita, è ritornato nelle parole pronunciate dal presule a conclusione della processione del Santo paolano “il Santo dei miracoli, la cui fama resta intramontabile anche ai nostri giorni. Eppure questa nostra città non è tranquilla! Sembra che, come un torrente carsico, serpeggi sempre chi vuole seminare morte, odio, violenza e malaffare! In tutto questo, sembra a volte che la città abbia paura dei più deboli e che la tranquillità debba essere raggiunta mediante la tutela della potenza. Il problema è sempre l’altro, quando invece è radicato spesso nei nostri costumi!”
Come nel corso della celebrazione eucaristica mattutina, Cantafora ha rinnovato l’appello all’unità di Lamezia “unità e ricerca del bene comune di cui questa città ha bisogno come il pane” e il pensiero “ai tanti giovani di questa città. Dobbiamo interrogarci su che futuro stiamo costruendo per loro”.
Da qui l’invito accorato del presule a imparare da Francesco da Paola anzitutto “ la condivisione e la solidarietà con chi soffre. San Francesco ha vissuto questo valore cristiano con grande impegno, diventando voce dei più poveri e indifesi. Ha invitato e invita ancora oggi i suoi seguaci con queste parole: “Secondo le vostre possibilità, compirete le pie opere di misericordia a favore dei poveri, degli orfani, delle vedove e degli invalidi”. Per questa ragione i Vescovi italiani, anni or sono, ebbero a definire San Francesco di Paola “il Santo della carità sociale”. L’invito che il Santo ci fa è di creare legami di solidarietà!”.

 

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