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La comunità lametina di S.Antonio a Roma per la canonizzazione di fra Angelo d’Acri

lunedì 16 ottobre 2017

Anche la comunità lametina della parrocchia di S. Maria degli Angeli e del santuario di S.Antonio ha partecipato ieri a Roma alla celebrazione durante la quale, insieme ad altri beati, Papa Francesco ha canonizzato il frate cappuccino calabrese Angelo d’Acri.
Guidati dal parroco fra Angelo Solano e dal vice parroco fra Antonio Fava, il gruppo lametino, nella quale erano presenti i rappresentanti di alcuni dei gruppi parrocchiali, ha vissuto una giornata di preghiera e spiritualità accanto a frati cappuccini giunti a Roma da tante parti d’Italia e anche da altre Paesi per onorare un nuovo santo della grande famiglia di Francesco d’Assisi. Una prima tappa, quella vissuta a Roma dalla comunità di S. Antonio, che anticipa i pellegrinaggi che nei prossimi mesi, in particolare in vista della festa di S.Angelo il prossimo 30 ottobre, vedranno tanti fedeli calabrese alla tomba del santo custodita nella Basilica di Acri.

Oltre alla partecipazione alla celebrazione in piazza S. Pietro, per i pellegrini provenienti da Lamezia tappa al collegio internazionale “San Lorenzo da Brindisi” dei padri Cappuccini e, il giorno successivo dopo la santa messa in San Pietro presieduta dal cardinale Comastri, visita ai santuari mariani del Divino Amore a Roma e alla santuario della Madonna del Rosario a Pompei sulla strada del ritorno a Lamezia.

“Non è stata solo una visita di luoghi, ma soprattutto un itinerario di preghiera, un’esperienza di crescita nella fede per tutta la nostra comunità parrocchiale. Siamo stati incoraggiati come comunità dalle parole di Papa Francesco, che ci ha messo in guardia dalla vita cristiana “di routine”, spronandoci a vivere ogni giorno come una magnifica opportunità per accogliere l’invito di Dio. E il giorno successivo, nella messa di ringraziamento per la canonizzazione in San Pietro, il cardinale Angelo Comastri ha invitato in particolare i giovani a guardare ad Angelo d’Acri come modello di santità. La canonizzazione di Angelo d’Acri e i momenti di grazia vissuti sono stati per noi un’occasione di ringraziamento al Signore e di preghiera perché, sull’esempio di S. Angelo, anche noi cresciamo nell’umiltà e nella disponibilità al servizio degli altri, che sono tratti fondamentali del carisma francescano”.

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