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Conclusa la Peregrinatio Mariae nella parrocchia del Carmine

lunedì 5 giugno 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Grazie, o Maria, che in questo mese dedicato a Te, ti sei mostrata come madre amorosa che si prende cura dei tuoi figli, soprattutto dei figli segnati dalla malattia che, confortati dalla tua presenza e dal tuo incoraggiamento ad andare avanti, hanno rinnovato la fede e la speranza e l’amore verso di Te, per il Signore e per la Chiesa”.

Questo è il ringraziamento che il parroco don Pino Latelli ha rivolto alla Madonna nella Chiesa di Santa Teresa di Piano Luppino nell’omelia della Santa Messa officiata nella tappa conclusiva della peregrinatio Mariae della Statua della Regina della pace di Medjugorje. Infatti, come è noto, Maria, “Pellegrina d’amore”, è stata in mezzo al popolo della Parrocchia Beata vergine del Carmine di Lamezia Terme con una visita “speciale” alle famiglie, ma soprattutto alle persone ammalate, a partire dal 1 maggio, giorno d’inizio del mese dedicato alla Madonna. Si è trattato della “Peregrinatio Mariae” ossia il pellegrinaggio della statua della Regina della Pace di Medjugorje che, portata tutti i giorni in processione, è stata ospite nella case in cui risiedono persone non autosufficienti che sono nella impossibilità di prendere parte al tradizionale mese di maggio che si celebra in chiesa. Le famiglie ospitali hanno preparato una degna dimora abbellita da luci e fiori per l’accoglienza della statua della Madonna in missione.

Il programma di ogni incontro di preghiera, al quale hanno preso parte il gruppo missionario parrocchiale, gli ammalati e le famiglie del rione, è iniziato con la recita del Santo Rosario ed è proseguito con una appropriata catechesi mariana e la consacrazione della famiglia alla Madonna. Il parroco moderatore don Gigi Iuliano ha sottolineato che «la Peregrinatio Mariae se da una parte ha evocato il pellegrinaggio che ciascuno è chiamato a compiere per riscoprire la propria fede, dall’altra ha offerto una buona occasione per stare accanto agli ammalati facendo sentire loro la vicinanza e l’affetto dell’intera comunità».

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