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La Regina della pace visita famiglie e malati della parrocchia del Carmine

giovedì 27 aprile 2017 - 15:26
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova e ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale. Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto”.

Con queste toccanti parole, dal forte sapore autobiografico, scritte nella Lettera Apostolica dedicata al santo Rosario dal compianto Pontefice San Giovanni Paolo II, il parroco moderatore della Parrocchia Beata Vergine del Carmine di Lamezia Terme don Gigi Iuliano ha informato i fedeli che la Regina della Pace di Medjugorje, “pellegrina d’amore”, visiterà gli ammalati della comunità per tutto il mese di maggio dedicato alla Madonna. Si tratta della “Peregrinatio Mariae” ossia il pellegrinaggio della statua della Regina della Pace di Medjugorje che, portata tutti i giorni in processione, sarà ospitata dalle famiglie in cui risiedono persone ammalate e non autosufficienti.

Le famiglie sono state invitate dal gruppo missionario a preparare una degna dimora abbellita da luci e fiori per l’accoglienza della statua della Madonna in missione. «E’ proprio la Madonna – aggiunge don Gigi – che si reca in visita a tutte quelle persone che non possono seguire in chiesa le normali funzioni. La sua dolce presenza materna dispenserà sollievo, conforto e aiuto e certamente grazie e benedizioni a quanti, a volte, sono segnati dalla malattia e dalla solitudine. Il programma della peregrinatio prevede che – conclude il prelato – alla recita del santo rosario meditato farà seguito un’adeguata catechesi mariana e la consacrazione della famiglia alla Madonna».

«L’iniziativa della Peregrinatio Mariae – sottolinea il parroco don Pino Latelli – vuole essere una buona occasione sia per sottolineare l’immenso valore del rosario come un tesoro da riscoprire e sia per richiamare l’importanza e la bellezza della preghiera del santo Rosario da imparare a pregare di più in famiglia e come famiglia. Servendomi di alcune parole della Lettera Apostolica sul Rosario di Papa Giovanni Paolo II° desidero aggiungere – conclude il sacerdote – che “una preghiera così facile, e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta”».

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