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Don Francesco Cristofaro: quando il sacerdozio infrange tutte le barriere

giovedì 29 dicembre 2016

imageSIMERI CRICHI (CATANZARO) – Un pomeriggio particolare e ricco di sorprese a Simeri, frazione di Simeri Crichi e storico borgo in provincia di Catanzaro. Don Francesco Cristofaro, parroco della Chiesa santa Maria Assunta, formato nella spiritualità del Movimento Apostolico, ha presentato il suo ultimo libro, Il mio sì al Signore, testimonianze di vita sacerdotali (Tau editrice), con prefazione dell’attrice Beatrice Fazi. Pubblico delle grandi occasioni, numeroso e attento. Il clima dell’evento, nonostante il freddo di dicembre, si mostra da subito caldo e rilassante.

La sapiente presentazione dell’ottima conduttrice televisiva Simona Palaia ha consentito all’autore di spaziare nell’infinità del tessuto emozionale e narrativo della sua opera, coinvolgendo il pubblico presente che non ha mai lesinato gli applausi. Tempi veloci e ben impostati, arricchiti dalla voce narrante, ben formata, del giovane attore Kevin Di Sole. Il libro, che si apre con un intenso percorso sul mistero del sacerdote e nella seconda parte con le testimonianze di vita di otto sacerdoti, tra cui quella di don Francesco Cristofaro, non offre mai materia per soli “addetti ai lavori”. Tra le sue pagine scorre la vita con le sue bellezze e le sue contraddizioni; il suo mistero e le sue meraviglie; la ricerca di sé e l’importanza di una scelta di fede convinta.

Sacerdoti del nord, del centro e del sud Italia, raggiunti da don Francesco via Facebook, si offrono al lettore regalandogli le luci e le ombre più nascoste di un personale percorso esistenziale, coronato alla fine da un sì all’amore che salva e redime. Le storie diverse si intrecciano e raccontano dell’uomo nella sua straordinarietà, spesso elusa e ignorata, diventando una traccia indelebile nell’animo del lettore. Il libro così è di tutti e di chiunque abbia una seria voglia di mettersi in discussione o comunque di riflettere su se stesso, senza il tentativo di bluffare.

Qualunque “sì” al Signore non è solo un fatto personale ma anche una luce chiara e forte per ognuno che vuole vedere e intendere meglio la natura profonda della propria vita. Uno specchio in cui riflettersi senza girarsi dall’altra parte. Si tratta di un contributo originale e autentico per un mondo troppo spesso distratto e proteso a cedere al vitello d’oro della materialità. Un fedele strumento per disinnescare l’affannosa ricerca di una felicità terrena che, senza Cristo e la Vergine Maria, lascia il tempo che trova. È la Madonna che ha sempre avuto nella vita dell’autore una significativa e affascinante presenza, così come la sua formazione dentro il Movimento Apostolico lo ha riparato da ogni possibile lusinga esterna.

Scrive nel suo libro don Francesco: “Tutto ho affidato e affido all’intercessione della Vergine Santa che invoco come Madre della redenzione, così come si presentò nel lontano settembre del 1977 all’ispiratrice e fondatrice del movimento Apostolico”.

È Maria la sua diretta compagna, l’interlocutrice del suo cuore, la sua musa ispiratrice, la sua tutela, la sua fonte spirituale, a cui dedica anche uno dei suoi ultimi libri. È la madre di Dio che lo consola e lo prende per mano nei momenti difficili della sua infanzia e giovinezza. Tempi amari, mitigati solo dall’amore senza confini dei suoi cari genitori, per colpa di una disabilità agli arti inferiori che la società ama compiangere ma non superare e normalizzare dentro di sé. Così ogni sua azione naturale si riempiva non solo delle negazioni fisiche delle barriere architettoniche, ma soprattutto di quelle sociali affidate alle barriere dell’ipocrisia e della superficialità umana.

Senza la sua grande fede non ci sarebbe stata la serenità invocata e forse neanche quel suo sì al Signore che gli ha cambiato la vita. Un sì che gli permette ogni giorno, anche attraverso i social, di aprire a tante persone sofferenti la porta della speranza. Un sacerdote può salvare, benedire, liberare, tutelare dal buio del cuore. Scrive, tra l’altro, l’attrice Beatrice Fazi nella sua prefazione: “È stato un sacerdote a ridarmi Speranza, a dirmi che c’era un Padre che mi aspettava sempre, che avrebbe fatto nuove tutte le cose e che, nonostante tutti i peccati già commessi, avrebbe ancora scommesso su di me e prometteva che, se avessi detto il mio Eccomi, il mio Amen, alla sua volontà, avrei potuto addirittura ambire a diventare santa”.

L’interessante appuntamento culturale e religioso è stato arricchito con intermezzi musicali di alto profilo artistico, eseguiti da giovani locali provenienti dal mondo della danza classica e della musica lirica e leggera, con preminente esecuzione di brani religiosi e natalizi famosi in tutto il mondo. (Zenit)

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