In Cattedrale Giubileo amministratori e mondo del lavoro. Cantafora: “politica è vocazione altissima” · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

In Cattedrale Giubileo amministratori e mondo del lavoro. Cantafora: “politica è vocazione altissima”

domenica 26 giugno 2016 - 16:57
Print Friendly, PDF & Email

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Numerosi sindaci del comprensorio lametino in fascia tricolore, consiglieri regionali, rappresentanti del mondo dell’impresa, del sindacato e dei lavoratori. Si sono ritrovati insieme nella giornata di ieri in Cattedrale per celebrare il Giubileo del mondo delle istituzioni e del lavoro, un’occasione per riscoprire alla luce dell’anno giubilare della misericordia quella missione a cui sono chiamati i rappresentanti delle istituzioni, gli imprenditori e i lavoratori ad essere costruttori di una società fondata sul bene comune, sulla giustizia e la solidarietà.
“Non è facile amministrare una terra piena di emergenze come la nostra, segnata ogni giorno da piaghe come la disoccupazione giovanile, l’assenza e la scarsità di servizi, la mancanza di lavoro e la criminalità”, è stato il monito rivolto dal Vescovo di Lamezia Luigi Cantafora ai partecipanti alla celebrazione giubilare ai quali ha ricordato che “la politica, così tanto denigrata e della quale in questi anni si è affermata un’immagine negativa e distorta nella società italiana, è in realtà una vocazione altissima, la forma più alta della carità. L’occasione del Giubileo è un appello alla conversione non come scelta momentanea, ma come cammino e impegno che dura per tutta la vita. Senza conversione non c’è amore per il bene comune, che è ciò che serve per camminare insieme come istituzioni, impresa e mondo del lavoro”. Dal Vescovo anche un pensiero “ai tanti stranieri che sono giunti nel nostro territorio per trovare lavoro: anch’essi interpellano la nostra solidarietà e la nostra responsabilità”.
Il presule ha sottolineato come la libertà “sia la parola chiave per realizzare la pacifica convivenza nella società. Ma la libertà significa anche responsabilità. In nome della libertà, intere generazioni si sono sacrificate contro le tante forme di schiavitù, materiali e morali. La vera libertà è quella sensibile al richiamo della coscienza, che ci indica ciò che è bene e giusto”. Agli amministratori, il Vescovo Cantafora indica Gesù come modello della vera libertà “una libertà che paradossalmente si realizza nel suo momento più alto nella croce. E’ la libertà di chi si consegna per il bene degli altri”.
E’ questo il compito a cui, secondo il vescovo lametino, sono chiamati coloro che operano nelle istituzioni che il Vescovo ha messo in guardia “dal rischio di allontanarsi dalla gente, di chiudere il cuore ai bisogni degli altri.

Prego il Signore che ci dia sempre politici veramente innamorati del bene comune – ha concluso Cantafora rinnovando l’appello a “mettere insieme le forze, superando le contrapposizioni, e a lavorare insieme per il bene comune che non ha colori ideologici, ma un solo colore: il bene dell’uomo e di tutti gli uomini”.
Prima della celebrazione in Cattedrale, si è tenuto un incontro nel salone del seminario vescovile, moderato dal direttore dell’ufficio per la pastorale sociale e del lavoro Don Fabio Stanizzo, al quale hanno partecipato il dirigente della Regione Calabria Cosimo Duomo che ha illustrato il piano locale per il lavoro dell’area del Lametino e del Reventino, sottolineando come “dai dati del Centro per l’impiego della Provincia di Catanzaro emerga che nell’area geografica corrispondente alla diocesi lametina il rapporto occupati-inoccupati è di uno a uno: un dato fortemente preoccupante che interpella le responsabilità di tuti. I piani locali per il lavoro puntano a creare occupazione rafforzando i sistemi produttivi locali e chiamando in causa le responsabilità dei territori”; il docente di diritto costituzionale dell’Università di Firenze Leonardo Bianchi che ha evidenziato il dovere di tutte le articolazioni della Repubblica, compresi gli enti locali, di creare le condizioni per aprire prospettive di sviluppo e occupazionali come sancito dall’art.1 della Costituzione Italiana; l’imprenditore Francesco Sirianni che ha portato la testimonianza di una realtà imprenditoriale del Reventino dove l’innovazione cammina insieme a quello spirito di squadra che fa sentire imprenditori e lavoratori parte di una stessa famiglia, di un progetto comune.
Al termine dell’incontro, sindaci e rappresentanti del mondo del lavoro e sindacale si sono incamminati in processione verso la Cattedrale, dove hanno varcato la Porta Santa del Giubileo della Misericordia.

loading...