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Vescovo Cantafora celebra Giornata del Ringraziamento a Parco Dossi Comuni

domenica 8 novembre 2015

imageLAMEZIA TERME (CZ) – “Se non ci rimbocchiamo le maniche tutti insieme, è impensabile che i nostri figli possano restare qui. Gli imprenditori abbiano come modello di riferimento l’immagine evangelica della vedova che getta nel tempo per l’offerta due monetine, tutto quello che aveva: è icona dell’imprenditore saggio che ha il coraggio di rischiare, di mettere in gioco i propri risparmi perché fruttifichi nel tempo, per il bene degli altri e della comunità”. Così il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora che questa mattina ha celebrato la Santa Messa al Parco di Località Dossi – Comuni in occasione della 65esima Giornata del Ringraziamento, celebrata in tutta Italia la seconda di novembre, per ringraziare il Signore per i frutti della terra.image
La responsabilità dell’uomo rispetto al creato, la custodia della terra come “casa” e “madre” di tutti gli uomini alla luce dell’enciclica “Laudato sì..” di Papa Francesco sono stati i temi al centro del messaggio del Vescovo di Lamezia, che con la celebrazione eucaristica ha aperto l’iniziativa organizzata dal Circolo Acli “Don Saverio Gatti” e da Acli Terra Calabria con il patrocinio del Comune di Lamezia Terme,
“Papa Francesco nella sua ultima enciclica e i vescovi italiani nel messaggio per questa 65esima Giornata del Ringraziamento, ci invitano ad essere consapevoli che la terra è nostra madre, non si può sfruttare o depredare per scopi di profitto. La Chiesa ci invita a riscoprire la terra come casa comune da curare: è sempre valido anche per l’umanità di oggi l’invito del Creatore a custodire il giardino che Dio stesso ha consegnato all’uomo perché ogni uomo possa collaborare con amore e gratuità al progetto di Dio”, così Mons. Cantafora che nel corso dell’omelia ha ricordato come la nostra terra sia generosa e feconda e “tante sciagure della natura siano provocate dal tentativo dell’uomo di derubare la natura, di sfruttarla a proprio piacimento”.
Ringraziare il Signore per il dono della terra, dunque, significa “assumersi la responsabilità di amare la terra, custodirla e valorizzarla”, per il bene di tutti. Dal Vescovo di Lamezia, l’invito agli imprenditori a “rifuggire le logiche del mero profitto, dell’individualismo, delle apparenze e delle ostentazioni. Gli imprenditori sono chiamati a camminare insieme e dare valore a ciò che non passa, che è la passione per il proprio lavoro, l’amore per la terra, il desiderio di realizzare qualcosa di buono per gli altri”.
Il vescovo ha ricordato l’impegno della Chiesa di Lamezia, che da nove anni lavora per promuovere la diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa anche attraverso l’avvio di percorsi di formazione al lavoro e all’autoimprenditorialità.

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