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Vescovo annuncia apertura Porta Santa Cattedrale il 13 dicembre. “Popolo di Lamezia chiede responsabilità e competenze”

martedì 30 giugno 2015

cantafora_fine_processioneLAMEZIA TERME (CZ) – La Chiesa di Lamezia si prepara a vivere il Giubileo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco, che inizierà il prossimo 8 dicembre. 5 cinque giorni dopo la solenne apertura dell’Anno Santo a Roma, sarà aperta la Porta Santa della Cattedrale di Lamezia domenica 13 dicembre; sabato 19 dicembre sarà aperta la Porta Santa nel Santuario della Madonna di Dipodi e domenica 20 dicembre nel Santuario della Madonna della Quercia a Conflenti. Lo ha annunciato il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora nel messaggio alla Diocesi pronunciato al termine della processione dei Santi Patroni, Pietro e Paolo.

Vivere l’Anno Santo della Misericordia come un anno di grazia e di impegno missionario per ogni fedele e per tutta la Chiesa diocesana, come un’occasione per risvegliare e continuare nell’opera della nuova evangelizzazione. Questi gli auspici del Vescovo di Lamezia che ha annunciato che “in occasione dell’ Anno Santo, in tanti luoghi cari al nostro popolo, per alcuni giorni dell’anno, sarà possibile lucrare le sante indulgenze. Quest’anno di particolare grazia vorrà essere per noi l’annuncio, ricolmo di gioia e di stupore che nessuno può essere escluso dal perdono di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Un’accoglienza che trova la sua immagine simbolica proprio nel rito iniziale del Giubileo straordinario: l’apertura della Porta Santa della Misericordia nella Chiesa Cattedrale. Tutte le categorie di persone saranno invitate e vivere il Giubileo! Veramente non desideriamo lasciare nessuno lontano e escluso. Per questo, all’inizio dell’anno sarà diffuso il programma dell’Anno giubilare.”

Nel corso della concelebrazione eucaristica in Cattedrale, durante la quale il Sindaco Paolo Mascaro a nome di tutta la comunità cittadina ha offerto a San Pietro il plastico raffigurante la città, come atto di affidamento ai Santi Patroni, Mons.Cantafora ha salutato il nuovo Sindaco e la nuova amministrazione comunale “che si apprestano a iniziare un compito impegnativo per il bene comune”.

Il Presule ha invitato a guardare all’esempio dei due Santi Apostoli, Fondamento della Chiesa Universale, che “nonostante alcuni momenti di incomprensione e perfino di attrito, hanno saputo vivere una comunione, un’intesa senza compromettere il fondamento della loro medesima fede, della stessa speranza, di totale carità: la loro testimonianza ci mette in guardia che ciò che conta non è l’apparenza, ma la sostanza delle scelte umane e civili; non è un ostacolo neanche l’avere opinioni differenti tra di noi, poiché l’obiettivo è più alto, più grande: è portare a compimento l’annuncio del vangelo. Così per noi. Diversi sono i ruoli di un’amministrazione comunale e della Chiesa. Ma ci può essere qualcosa in comune? L’amore per l’uomo, ogni uomo, per l’affamato e l’assetato, l’afflitto, il povero, lo straniero e l’ammalato: queste sono le periferie esistenziali di oggi da raggiungere perché tutti nella Chiesa si sentano figli amati e, dal Comune, cittadini rispettati, non esclusi”

“Credo che questo per una nuova amministrazione sia anche il tempo dell’ascolto, ascolto umile e rispettoso. Ascolto che non si contrappone ma si aggiunge a quanto fatto, e che sa guardare e andare avanti per il meglio. La nostra città protetta dai Santi Pietro e Paolo ci chiede umiltà. La popolazione ci chiede responsabilità e competenza per vedere le attese e le speranze, e per governare le difficoltà ma anche le opportunità di futuro. Vogliamo andare avanti nel bene. Andiamo avanti a piccoli passi, ma andiamo avanti”, ha concluso Mons. Cantafora invocando per le autorità civili e militari cittadine l’intercessione dei Santi Patroni perché “vi illuminino o per delle scelte coraggiose nell’esercizio della vostra autorità” e “ottengano dal Signore misericordioso e fedele, per questa nostra comunità, quella benedizione che fortifica il nostro impegno, rafforza la nostra speranza, dilata e moltiplica la forza e gli spazi dell’amore”.

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