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Festa Sant’Antonio. Cantafora: “si spalanchi per la città tempo di corresponsabilità tra istituzioni e cittadini”

sabato 13 giugno 2015

(null)LAMEZIA TERME (CZ) – Il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora ha presieduto questa mattina la celebrazione eucaristica nel giorno della solennità di Sant’Antonio da Padova.

Come da tradizione, il 13 giugno le Forze dell’Ordine, i volontari della Croce Rossa e di diverse associazioni di volontariato hanno reso omaggio al Protettore della Città, testimone di giustizia e di amore per il bene comune.
“In Sant’Antonio due anime vanno tenute sempre unite, il suo essere un insigne predicatore e il suo essere un amante dei poveri. Egli ha come vissuto e incarnato un passaggio “dalla Parola alla folla”. Egli è rimasto fedele alla Parola di Dio e al suo destinatario, l’uomo concreto.”. Così il Vescovo di Lamezia Terme, che nell’omelia ha evidenziato l’attualità della testimonianza e del messaggio di Antonio da Padova e la sua audacia nell’ “annuncio del Vangelo a 360 gradi” come modello da seguire per i cristiani di oggi.
“Antonio non si è mai discostato dalla Parola, anche se esigente e non si è mai allontanato dall’uomo anche se sfigurato dai peccati. Non è per questo motivo un esempio validissimo per noi che cerchiamo di annunciare il Vangelo? Quante volte, o carissimi, chi annuncia il Vangelo ha paura della Parola che pronuncia e cerca di attenuarla e ridurne la radicalità, facendo indebiti sconti a quanto richiesto dal Signore? O ancora, quante volte chi annuncia, invece, ha paura dell’uomo provato e sfigurato e se ne allontana, offendendo la carne di Cristo”, ha ammonito il Presule indicando nel Vangelo e nei poveri “ le due voci di Dio” per cui “non possiamo parlare di Vangelo se siamo sordi ai poveri, così come non possiamo servire fino in fondo i poveri, se restiamo sordi al Vangelo. Antonio ci insegna che è necessario evangelizzare in modo opportuno: a 360°”.
L’esempio di Sant’Antonio – ha aggiunto Cantafora – sia da sprone a tutta la Chiesa diocesana. Diventi appassionata testimone di un Vangelo annunciato e vissuto interamente e intensamente, a 360°.
Dal Vescovo di Lamezia, un appello alla comunità civile lametina perché “venerare il nostro Santo faccia nascere in noi e in tutta la città un rinnovato desiderio e impegno a operare il bene affinché a prevalere non siano le calunnie e le menzogne, ma la comune stima che il Battesimo esige. Si spalanchi per noi e per la città un tempo di vera corresponsabilità tra cittadini e istituzioni perché si affermi la “cosa pubblica” e sia rispettato il diritto nella giustizia.”

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