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Inaugurata la Chiesa Matrice. Mons. Cantafora: “Ogni volta che compiamo il restauro di una chiesa, restituiamo al popolo la sua casa”

venerdì 22 maggio 2015

IMG_8964.JPGLAMEZIA TERME (CZ) – Le campane che suonano a festa e i fedeli in cammino verso la maestosa “cattedrale” di Sambiase. E’ questa una delle scene principali vissute questo pomeriggio in corso V. Emanuele, circa un’ora prima che venisse riaperta ufficialmente al culto la Chiesa Matrice, chiusa più di un anno fa per i lavori di restauro.
Un avvenimento storico per la comunità che ruota intorno alla bellissima realtà dei Minimi.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte le istituzioni politiche e militari, oltre ai tantissimi fedeli che hanno riempito la restaurata chiesa Matrice.
Alcuni gesti particolari durante la celebrazione, come l’aspersione con l’acqua benedetta, l’avvio da parte del vescovo a proclamare di nuovo la Parola, e la deposizione del Santissimo all’altare del Sacro Cuore.
Un momento davvero forte per l’intera comunità sambiasina. Probabilmente soltanto chi “ha vissuto” la chiesa Matrice, può capire (come chi scrive) le emozioni provate nella giornata di oggi.

Entrare nella chiesa di nuovo “funzionante” è stato un colpo al cuore: quanta luce, quanto splendore, di nuovo la musica e i canti, di nuovo la preghiera comunitaria, di nuovo “chiesa”. Chiesa non come luogo, come edificio, ma come presenza di Dio, chiesa come casa di ognuno di noi, chiesa come luogo dove accogliere l’altro e riconoscerlo come fratello, chiesa come luogo dove sentirsi figlio.
Tutti i sambiasini sono legati a questa chiesa. Chi non è stato battezzato alla Matrice? Chi non ha fatto lì la Prima Comunione e la Cresima? Quanti hanno scelto la Matrice come altare del proprio matrimonio?
Questo maestoso edificio sacro lega, attarverso un filo invisibile, tutti noi.

IMG_8965.JPG“Ogni volta che compiamo il restauro di una chiesa, restituiamo al popolo la sua casa” così mons. Luigi Cantafora, vescovo della diocesi lametina, nella sua omelia nel corso della solenne concelebrazione eucaristica. “La ristrutturazione della Chiesa Matrice è un evento importante per noi. Questa chiesa infatti rappresenta storicamente un punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità di Sambiase ed è anche un bene importante dal punto di vista artistico e religioso per tutta la città”. Il presule, facendo riferimento al momento liturgico che vive la Chiesa, cioè la novena di Pentecoste, ha ricordato di essere “in attesa del dono dello Spirito Santo. Lo Spirito è il grande architetto, l’ingegnere che ci permette di fare in modo che la Chiesa sia fatta non solo di mura e opere artistiche, ma di pietre vive. Queste pietre vive siamo noi”. Proseguendo nel messaggio rivolto ai fedeli, il vescovo ha aggiunto che “per essere casa di Dio occorre conservare libertà e speranza che nascono dal mettere in pratica la Parola. Noi dunque non veniamo in chiesa per adempiere dei precetti, per fare delle devozioni e neanche per ‘sentire la messa’. Noi veniamo in Chiesa, in questo luogo rinnovato e pieno di decoro, per chiedere al Signore che tutta la nostra vita diventi un luogo dove Dio abita”.

Il pastore della chiesa lametina ha invitato tutti all’unità “tra la fede che professiamo con le labbra e la vita che viviamo nel quotidiano. Senza questa unità le nostre chiese sono semplici monumenti. Vogliamo non essere più qualunquisti, indifferenti e in cerca di vantaggi personali, compromessi e raccomandazioni. La corruzione è il vero malessere del nostro tempo. Essa divora i poveri e li trasforma in materiale da scarto, mentre ammassa ricchezze tra le mani dei disonesti.
IMG_8967.JPGTutto questo – ancora Cantafora – non c’entra niente con la vita cristiana e tanto meno con il venire in Chiesa. La chiesa anche come luogo in cui ci riuniamo sia espressione della fedeltà a Dio, della sincera ricerca di Lui, ma anche della concretezza della nostra fede, del desiderio di giustizia e di pace, di cui la nostra terra ha tanto bisogno.
San Francesco di Paola – ha concluso il vescovo – che ha saputo vivere la sequela del Signore senza compromessi, nei boschi di Paola come alla corte del re di Francia, ci aiuti ad essere discepoli di Gesù, disposti a seguirlo nelle strade degli uomini”.

Prima dell’inizio della solenne concelebrazione eucaristica, il sindaco Gianni Speranza con alcuni assessori, il vescovo e i Padri della Comunità, hanno incontrato la stampa sul sagrato della chiesa.
Il primo cittadino ha ricordato “una cosa vissuta in comune, durante la festa di San Francesco di Paola dello scorso anno: timidamente dissi che speravo, l’anno successivo di poter festeggiare il santo nella chiesa Matrice. Ci siamo riusciti”.

IMG_8966.JPGL’Assessore Rosario Piccioni, dal canto suo, ha sottolineato “l’aspetto umano e dell’impegno per realizzare quest’opera, punto di riferimento per questa comunità. C’è stata una forte sinergia tra la Chiesa e le Istituzioni. Ringrazio gli architetti Pascuzzi e Barberino che hanno coordinato i lavori, Vitetti, e anche Francesco Cicione, vice sindaco quando è partito tutto”.
IL SALUTO INIZIALE DI PADRE ANTONIO CASCIARO (Superiore della Comunità lametina dei Padri Minimi)
Eccellenza Reverendissima, cari confratelli nel sacerdozio, autorità civili e militari, fedeli tutti, grazie a voi per essere convenuti qui questa sera per questo momento di particolare gaudio. Oggi dopo, poco più di un anno dall’inizio dei lavori di restauro di questa Chiesa, il nostro cuore è colmo di gioia e gratitudine al Signore perché finalmente sono stati portati a compimento con grande sforzo, fatica e sacrifici i numerosi interventi di ristrutturazione che rendono questo luogo ancora più solenne. Sicuramente a distanza di tempo i sentimenti  che accompagnano ciascuno di noi  si possono rintracciare nel salmo 125 che così recita: “nell’andare se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare viene con giubilo portando i suoi covoni”. Quanta fatica, ma soprattutto quanta gioia ora vedere questa Chiesa risplendere di tanta maestosità e solennità. Con sacrificio, da parte di tutti è stata riportata a ciò che è la sua vera funzione: un luogo, il cui ambiente e soprattutto decoro è fondamentale per respirare un clima di preghiera e facilitare ulteriormente l’incontro con il Signore. L’uomo ha bisogno di vedere, e di sentire la Presenza del Mistero di Dio che si rende visibile in maniera speciale nell’Eucaristia. Come ci ricorda l’apostolo Paolo,  siamo “Tempio di Dio”  non perché accomunati   da un’idea, o da un concetto, né tantomeno dalla curiosità, ma perché convocati in Cristo, attirati da Lui, crocifisso e risorto che ha promesso di rimanere con noi “tutti i giorni fino alla fine  del mondo”.

Oggi riaprendo questa Chiesa al culto è doveroso elevare il nostro primo ringraziamento  al Signore per il dono di questo luogo che è il punto di riferimento per eccellenza per incontrarlo e percepire la sua presenza nella preghiera.

Ringrazio in maniera particolare, l’amministrazione comunale, che ha voluto fortemente il restauro di questa chiesa e che giunta al termine del loro mandato, hanno stanziato i fondi necessari per rendere possibile i lavori di ristrutturazione e restituire la Chiesa al suo decoro e alla sua solennità. Tali lavori sono stati realizzati dall’impresa Ingeos, che ha lavorato e  ha ridonato bellezza a questo luogo Santo:   infatti è stata rifatta la copertura del tetto delle navate laterali e una revisione della parte restante. Inoltre si è intervenuti sulla volta, laterale sinistra (entrando dal portone principale),  rivelatasi pericolante e per la quale già nel mese di febbraio del  2014 la Chiesa era stata chiusa per questioni di sicurezza; Oltre a ciò è stata fatta la   pitturazione interna ed esterna, compreso il campanile, la pavimentazione, il sagrato della Chiesa con pavimentazione, ringhiera e illuminazione esterna; l’impianto elettrico e microfonico della Chiesa;   i quattro portoni restaurati così come è stato restaurato il coro ligneo dietro l’altare.

Nel concludere  vorrei esprimere, un augurio. Il Signore ci doni la gioiosa certezza che  questo edificio, appena ristrutturato sia veramente per tutti  percezione  della  Presenza di un Dio che ci sostiene e conforta, e sia fonte di quella autentica speranza che solo Lui può dare a  noi e alle nostre famiglie.  Il Nostro Dio, continui sempre ad interpellare, visitare questa nostra comunità  e al contempo, proprio per la dedizione, la cura e la passione  con cui abbiamo restituito questa chiesa al suo splendore, in ogni circostanza,  il Signore,  porti sempre a compimento ciò che in ciascuno di noi  ha iniziato.

Ringraziamenti finali da parte di Padre Antonio Casciaro

Carissimi fratelli e sorelli,
giunti al termine di questa Solenne Concelebrazione Eucaristica è doveroso ringraziare innanzitutto il Signore per gli innumerevoli benefici che compie nei riguardi di questa comunità. Grazie a Sua Eccellenza, Mons. Luigi Antonio Cantafora,  che ha presieduto questo rito di riapertura mostrando ancora una volta, il suo attaccamento,  la sua vicinanza e il suo cuore di pastore per questa comunità. Ancora grazie all’amministrazione comunale che fortemente, giunta al termine del loro mandato, lo ribadiamo,  ha stanziato i fondi economici per i lavori di ristrutturazione. La ditta, che ha operato il restauro,  attraverso il loro ingegnere Vincenzo Bilotta, ha lavorato con persone che da un punto di vista umano e professionale  si sono dimostrati pronti ad impiegare il meglio della loro risorse, al punto tale da instaurarsi un vero e proprio rapporto di amicizia, che va al di là di ogni opera fatta con cura e dedizione. La direzione dei lavori di restauro è stata affidata agli architetti Grazia Pascuzzi, dell’ufficio tecnico della Curia Vescovile la quale è stata sempre presente curando ogni minimo dettaglio; l’architetto Caterina Vitetti, il geometra Costantino ed Ettore Barberino, che fa parte di questa parrocchia. Con quest’ultimo in particolare abbiamo condiviso ogni singolo momento, incontrandoci mattina, pomeriggio e sera affinchè tutto fosse realizzato nella maniera più completa. Lo ringrazio di vero cuore proprio perché è stato un sostegno sicuro;  si è reso sempre disponibile, sacrificando i suoi impegni anche familiari al fine di ridare la solennità e maestosità che merita questa Chiesa. Un altro motivo per cui ringraziare l’architetto Barberino è dovuto al fatto,  che quando si portano avanti tali lavori,  le difficoltà sono  tante, ma in lui ho sempre trovato non solo disponibilità, ma anche prontezza e tenacia a non scoraggiarsi mai,ma a perseverare sempre. Inoltre un vivo e sentito ringraziamento va rivolto a voi fedeli che nonostante la crisi economica avete contribuito alla realizzazione di importanti opere quali: l’acquisto dei corpi illuminanti che sono stati posizionati ad opera della ditta Rettura. L’arredo  della sagrestia e il restauro dei banchi che sono stati affidati  ai fratelli  Rubino, che con professionalità e un forte senso di appartenenza a questa Chiesa si sono dimostrati in tutto disponibili. Oltre a ciò bisogna aggiungere il restauro del lampadario che con competenza  è stato eseguito ad opera della Ditta Giorla di Petrizzi. Mentre la sede presbiterale è stata realizzata dal falegname Pino Paletta di Serrastretta.  Infine, ancora grazie  a voi tutti per quanto è stata realizzato. Possa il Signore continuare a benedirci e a visitarci con i suoi doni e la sua Grazia.

 

NOTE TECNICHE
I lavori sono stati consegnati nell’aprile 2014, sospesi per qualche tempo per consentire lo spostamento delle tele dalle nicchie interne della chiesa ed effettuare così i lavori in tranquillità proteggendo le opere da eventuali danni.

L’importo dei lavori ammonta ad € 195.796,20 al netto del ribasso del 29,732% e comprende le seguenti categorie di lavori:

1.      Restauro conservativo-funzionale del CORO LIGNEO, ubicato dietro l’Altare Maggiore a ridosso delle pareti laterali in fondo alla navata centrale;

2.      Rifacimento della pavimentazione in marmo, dell’Aula Liturgica, del presbiterio, e dei locali annessi: Sagrestia e campanile;

3.      Impermeabilizzazione del sottofondo del pavimento dell’Aula liturgica e inserimento di canali di aereazione per la presenza di umidità affiorante.

4.      Restauro conservativo e consolidamento del portone all’ingresso principale e di quelli laterali;

5.      Revisione del manto di copertura;

6.      Sostituzione delle grondaie e pluviali;

7.      Intervento di rifacimento di intonaco interno;

8.      Pulitura delle facciate esterne e tinteggiatura delle stesse;

9.      Pulitura delle pareti interne dell’aula Liturgica e dei locali annessi con relativa tinteggiatura.

10.  Adeguamento dell’impianto elettrico, revisione e messa a norma dello stesso.

11.  Pulizia delle scale e del soffitto in legno dei vari livelli;

12.  Realizzazione impianto fonico;

13.  Completamento impianto elettrico;

14.  Pavimentazione;

15.  Risanamento delle lesioni;

16.  Cancelli.

 

E’ previsto, inoltre, il restauro degli altari che sarà effettuato da restauratori accreditati con la Soprintendenza.

I lavori sono stati progettati e diretti dall’A.T.P. : arch. Pascuzzi – Barberino – Angotti.

Per l’Ufficio tecnico il Rup arch. Caterina Vitetti e collaboratore geom. Giovanni Costantino.

 

 C.M.

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