Festival della Comunicazione, Cerrelli: “Non è giusto seguire in modo assoluto ciò che ci dice il cuore, ma è giusto portare il cuore dove è giusto che stia” · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Festival della Comunicazione, Cerrelli: “Non è giusto seguire in modo assoluto ciò che ci dice il cuore, ma è giusto portare il cuore dove è giusto che stia”

domenica 10 maggio 2015

cerelli foto intervistaRENDE (CS) – Il vulcanico Don Enzo Gabrieli prende la parola e dà il via al Festival Nazionale della Comunicazione, che quest’anno si sta svolgendo nella Diocesi di Cosenza, con il primo importante incontro sul tema “Comunicare la Famiglia”.

Nel saluto di benvenuto il Direttore Responsabile del settimanale diocesano Parola di Vita, ha spiegato che il Festival della Comunicazione ha scelto Cosenza per celebrare i 90 anni della nascita della rivista che dirige ed ha annunciato a questo proposito due importanti iniziative: la prima che vedrà sorteggiare due biglietti tra i partecipanti (tra i 18/35 anni) al Festival, per poter volare nell’estate 2016 alla GMG di Cracovia; la seconda invece “frutto della solidarietà del Festival”, è quella che vede la Caritas diocesana di Cosenza tra le cinque Caritas italiane che hanno aderito all’iniziativa di “adottare” una famiglia in Grecia.

Inizia, dunque, così il convegno svoltosi nel tardo pomeriggio di ieri presso il Seminario cosentino, Auditorium Giovanni Paolo II di Rende: “IL CAPOLAVORO DELLA SOCIETÀ È LA FAMIGLIA”; “Storie ed esperienze familiari: la bellezza e la fatica di essere famiglia”. Curato dall’Ufficio di Pastorale Familiare, in collaborazione con l’Ufficio catechistico, dalle Famiglie Nuove del Movimento dei Focolari e da Comunione e Liberazione si è avvalso della introduzione e della conduzione dei lavori ad opera dei responsabili dell’ Ufficio Familiare Diocesano, Zaira Sorrenti e Gianluca Marino.

La famiglia, la sua “bellezza”, la realtà di “comunità comunicante” che deve essere, “nella sua unità anche educativa, il punto di partenza di tutto ciò che riguarda la comunicazione”: “sensibilizzare il territorio sulla Giornata della Comunicazioni e sui temi che di anno in anno il Papa offre, questo l’obiettivo del Festival della Comunicazione, un evento nazionale itinerante nelle diocesi italiane” così don Ampelio Crema, responsabile nazionale del Festival nel suo saluto illustrando la grandezza e l’importanza di questo evento.

“La famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”, tema del messaggio per la Giornata mondiale della comunicazione scelto dal Santo Padre e poi le catechesi sempre di Papa Francesco, il Sinodo straordinario e quello ordinario sulla famiglia, il dibattito sempre più serrato tra cattolici e non, su un tema che mai come in questo tempo è all’attenzione di tutti, vengono introdotti dai moderatori; e tutti insieme, perché “altrimenti è un controsenso, non saremmo famiglia”.

E così l’annuncio della bellezza della famiglia passa per le testimonianze di Carla e Silvana, di Gaetano e Giulia. Le difficoltà di Carla che dopo 24 anni di matrimonio attraversa i “marosi” della vita incontrando un fiume di grazie; e attraverso il perdono e la preghiera ricostruisce con il marito una famiglia, non perfetta né ideale, che non esiste, ma una famiglia unita: scuola di comunicazione e perdono per la quale vale sempre la pena spendersi. La storia di Francesca, una bambina non udente di cui la mamma Silvana racconta la sofferenza, il cammino che porta la loro famiglia a “farsi famiglia” per un’altra bambina nella stessa situazione ma meno fortunata non avendo le necessarie condizioni soprattutto economiche per essere accudita; e l’apertura alla speranza che permette loro di fondare un’associazione” una famiglia di tante famiglie”. Ed infine Gaetano e Giulia che raccontano la loro storia, una storia di grazia e di fede. Fede dal quale per “fare famiglia” non si può mai prescindere e che ha per bussola la comunicazione reciproca e l’amore.

Giunge così il momento tanto atteso dell’intervento dell’ospite di spicco della serata: l’avvocato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Paladino della famiglia e della sua “funzione naturale” il dottor Cerrelli punta al cuore del suo messaggio: “La bellezza della famiglia va comunicata”, forse urlata se necessario perché “noi cattolici siamo spesso rinunciatari, mentre dobbiamo difendere la famiglia”. “Perché, prosegue Cerrelli, la famiglia cristiana è la cellula fondamentale della nostra società. Da come è strutturata la famiglia, dipende anche la struttura della nostra società. Se la famiglia sta male, sta male anche la società.” Questo il motivo, spiega il noto giurista, per il quale sia la Convenzione dei Diritti dell’Uomo sia le Carte Costituzionali “ hanno sempre riconosciuto l’istituto della famiglia, perché essa è un dato naturale. La famiglia dà ordine alle generazioni e crea dei ruoli e le relazioni che si instaurano all’interno di essa hanno una rilevanza pubblica.” Cita la nostra Carta, Cerrelli, e ricorda che all’art. 29, si riconosce “la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

La realtà in cui è innestata la famiglia naturale mette però in evidenza che il nucleo fondante della società è attaccata su più fronti sia dal punto di vista legislativo, che finanziario, che culturale. Cerrelli definisce il nostro tempo come di “relativismo etico“, in cui si va incontro ad una destrutturazione e depotenziamento della famiglia a causa di cosiddette “dittature ideologiche“; è il tempo che Papa Francesco definisce delle “colonizzazioni ideologiche”: il matrimonio omosessuale, il matrimonio tra più specie, il gender. Quest’ultimo mira a giungere ad una indifferenziazione sessuale uniformando i sessi tra loro, innescando una vera e propria operazione culturale quasi a voler rieducare in questo caso i cittadini, passando attraverso i finanziamenti che il Governo stanzia, per esempio, per l’introduzione di progetti improntati all’ ideologia del gender nelle scuole italiane e servendosi addirittura del legislatore e del Diritto; l’illustre ospite si sofferma infatti sul diritto di famiglia, sul divorzio breve, sull’approvazione delle unioni omosessuali attraverso il quale si tende a far diventare qualsiasi legame, famiglia.

Per Cerrelli il pericolo insidioso è quello all’autodeterminazione familiare. Il legislatore non sta facendo altro, secondo il giurista, che assecondare l’autodeterminazione degli individui. Non bada più all’interesse del gruppo sociale familiare, ma tutela ogni emozione del singolo: “Oggi invece ogni desiderio si pretende diventi diritto. Oggi si dice è più importante l’emozione… Oggi si pensa, si può chiudere un matrimonio perché non c’è più l’emozione. Oggi ci si autodetermina, si va dove ci porta il cuore per dirla come la Tamaro. Ma non si può assolutizzare i desideri, non è giusto seguire in modo assoluto ciò che ci dice il cuore, ma è giusto portare il cuore dove è giusto che stia.

In un mondo dove si sta in realtà solo globalizzando la solitudine nascondendosi dietro alla soddisfazione dei propri egoismi, ci soccorrono le parole di Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia: “Se dovessi usare un’immagine per descrivere il Sinodo sulla Famiglia, direi che la Chiesa come l’Arca di Noè, raccoglie tutte le famiglie, quelle “buone” e quelle con problemi, per dire al mondo che la famiglia è la via per la felicità della società contemporanea”.

Luisa Loredana Vercillo

loading...