Domenica delle Palme, Francesco: “L’umiltà è la via di Dio. Sarà l’amore a darci la forza” · LameziaClick

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Domenica delle Palme, Francesco: “L’umiltà è la via di Dio. Sarà l’amore a darci la forza”

domenica 29 marzo 2015

IMG_7735.JPG“Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio”, così Papa Francesco all’inizio della sua omelia nella Domenica delle Palme. In una piazza San Pietro gremita di fedeli giunti da ogni parte del mondo, la benedizione dei ramoscelli di ulivo da parte di Francesco che ricorda come, questo giorno, pur apparendo festoso, apre la Settimana di Passione di Gesù.

“Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”
“Sulla via dolorosa e sotto la croce, sentiremo gli insulti della gente e dei capi. Lo vedremo, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Solo se anche noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù vivremo una Settimana davvero Santa.
“Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà – ricorda Francesco. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione.
Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà”.
“Umiltà vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, ‘svuotandosi’, come dice la Scrittura. Questa è l’umiliazione più grande”.
E il Papa parla della strada contraria a quella di Cristo con una definizione precisa: “mondanità”.
“La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo. E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”
“Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada, – ha proseguito Francesco – con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore. Inoltre ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”. E poi il pensiero a “quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona”. “E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: ce ne sono tanti! Non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare in verità di ‘un nugolo di testimoni’: i martiri di oggi “.
Viviamo allora questa Settimana Santa seguendo la via dell’umiltà, come ci assicura il Papa, “sarà l’amore a guidarci e a darci forza.”

C.M.

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