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Operazione “Oro nero”, sgominata organizzazione finalizzata al contrabbando di oli minerali. Arrestate 10 persone e sequestrati beni per 2 mln di euro

mercoledì 31 maggio 2017 - 11:47
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CATANZARO – Alle prime ore del giorno, i finanzieri del gruppo di Catanzaro hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribuna, e di Catanzaro, Giovanna Gioia, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri, articolata sulla base di una complessa indagine condotta nei confronti di 10 soggetti (7 in carcere e 3 ai domiciliari) tutti appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al contrabbando di oli minerali commercializzati in evasione d’imposta radicata nella provincia di Catanzaro e operante sull’intero territorio nazionale.

L’operazione di servizio, denominata “Oro nero”, trae origine da un’attività investigativa avviata d’iniziativa dai Finanzieri del Gruppo di Catanzaro della Guardia di Finanza, nel settembre 2015, nel settore del contrabbando degli oli minerali e dell’evasione d’imposta, dalla quale è poi scaturita una approfondita indagine della Procura della Repubblica.

L’attività d’indagine in parola ha consentito di disvelare un’organizzazione a delinquere, operante in diverse province del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Foggia, Taranto, Reggio Emilia e Parma) composta da 13 soggetti, dedita al contrabbando di oli minerali e all’evasione di accisa.

Le investigazioni hanno consentito di sequestrare 5 autocisterne e complessivi litri 141.682 di prodotti petroliferi (prevalentemente gasolio agricolo).

L’analisi della documentazione fiscale acquisita presso le società fornitrici dei prodotti petroliferi della consorteria criminale ha consentito di ricostruire, per il periodo 2015 – 2016, un’accisa evasa per € 1.893.451,62 sul prodotto petrolifero commercializzato dal sodalizio criminale.

I positivi riscontri conseguiti sul territorio, puntualmente corroborati dalle risultanze emerse nel corso delle indagini tecniche eseguite dai Finanzieri del Gruppo di Catanzaro, hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale investigata ha sottratto gasolio agricolo all’accertamento e al pagamento dell’accisa, destinandolo a usi soggetti a maggiore imposta, avvalendosi per tale scopo di fatture per operazioni inesistenti e falsi documenti di accompagnamento semplificati (DAS), indicando su detti documenti luoghi di destinazione e itinerari fittizi, nonché gli estremi di società operanti nel settore della vendita di prodotti petroliferi risultate ignare delle documentate transazioni commerciali.

In virtù di quanto emerso nel corso delle indagini e su richiesta della Procura della Repubblica, firmata dal P.M. Dott.ssa Rizza, il competente G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione della misura cautelare personale nei confronti di 10 indagati (7 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), emettendo, altresì, un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca per equivalente sino alla concorrenza dell’importo di € 1.893.451,62 (accisa evasa), da eseguirsi nei confronti dei sodali nei cui confronti sono state emesse le misure cautelari.

Il PM procedente, oltre alle ordinanze di custodia cautelare anzidette, ha ritenuto opportuno emettere anche un decreto di perquisizione locale e personale e sequestro nei confronti dei 13 indagati da eseguirsi contestualmente all’attività disposta dal GIP, finalizzato al rinvenimento di ulteriori elementi probatori.

L’operazione odierna rientra in un piu’ vasto dispositivo di contrasto alle frodi nel settore economico-finanziario e a tutela della libera concorrenza tra le imprese, predisposto dal Procuratore della Repubblica – D.D.A. – Dott. Nicola Gratteri e dal Procuratore Aggiunto Dott. Giovanni Bombardieri, coordinatore del settore reati economici della stessa Procura, e conferito al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro.

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