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Il romanzo “Il cacciatore di meduse” di Ruggero Pegna, storia di un piccolo migrante somalo, diventa testo scolastico

lunedì 5 dicembre 2016

imageNICOTERA (VIBO VALENTIA) – Tajil, il piccolo migrante somalo sbarcato a Lampedusa, protagonista del romanzo di Ruggero Pegna pubblicato dalla casa editrice Falco continua a far discutere su uno dei temi più attuali dei nostri giorni: il dramma dei migranti e la loro integrazione. Dopo la presentazione e la lettura in vari istituti scolastici, il Liceo Classico Bruno Vinci di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, ha deciso di adottarlo come testo di studio. La scelta è delle insegnanti Caterina Vecchio, Mimma Cicala, Rosalba Pagano e Antonella Belfiore.
“Il libro si presenta quasi come una fiaba – afferma la professoressa Vecchio – così, il districarsi del piccolo protagonista fra le mille difficoltà del suo viaggio sembra appartenere ad un mondo fiabesco. Nel romanzo, il protagonista immerge i lettori nella cruda realtà quotidiana di tanti ragazzi che devono fuggire da fame, guerre e ostilità di ogni genere, pur di poter sopravvivere. Nei nostri centri, i nostri alunni vivono quotidianamente le notizie di sbarchi, sentono che molti minori non accompagnati alloggiano in strutture non lontane dalle loro case, eppure tra loro si alzano barriere. Abbiamo ritenuto opportuno, attraverso la lettura del romanzo, sviscerare il problema dell’integrazione e far riflettere i ragazzi sulle due facce della stessa medaglia: l’accoglienza e l’integrazione da una parte e, dall’ altra, l’ostilità e la discriminazione culturale di non pochi cittadini italiani. La scuola – prosegue Caterina Vecchio – è l’agenzia educativa principe, deputata all’integrazione, allo sviluppo della convivenza democratica nonché alla formazione dell’ “homo homini deus” . Lo stile poi è scorrevole e lineare, il linguaggio molto espressivo, adatto ai giovani delle nostre classi. Ci auguriamo – conclude la docente del Liceo Classico Bruno Vinci di Nicotera – che attraverso l’acquisizione di un nuovo modo di vedere “l’altro”, i nostri ragazzi, sviluppino un pensiero autonomo lontano da retaggi culturali del passato e che riescano ad esportarlo alla realtà che ci circonda , fino a scuotere le coscienze dall’ indifferenza e dal torpore”.
Il commovente romanzo, che si chiude con il ricordo della strage di migranti del 3 ottobre 2013, è certamente una delle pubblicazioni più belle e convincenti degli ultimi tempi, realizzato anche in versione braille e parlata per non vedenti.
Nella storia di Tajil, il piccolo migrante somalo sbarcato con la mamma a Lampedusa dopo l’inabissamento del suo barcone, è lo stesso protagonista a raccontare paure, sofferenze, emozioni e speranze della fuga verso una vita migliore, nel deserto prima, poi durante la traversata del Mediterraneo dal porto libico di Zuara fino in Sicilia. Una storia dei nostri giorni in chiave romanzo, tra fiaba e realtà, che continua a commuovere lettori di ogni età.
“Sento ancora in gola la polvere che ho ingoiato, l’acqua che ho bevuto quando non avevo sete e che desideravo quando ero assetato”, dice Tajil. Terribile la descrizione dei momenti dell’affondamento della sua imbarcazione in uno dei capitoli più dolorosi: “Il pezzo di mare intorno a noi si trasformò in un pentolone pieno di neri che provavano a nuotare. Ribolliva come se, sotto, ci fosse davvero fuoco. Dopo un po’, le grida diminuirono e rimasero i rumori della disperazione. Non durarono molto. Quasi tutti non sapevano nuotare e furono inghiottiti, uno dopo l’altro, in pochi secondi… Ognuno in silenzio andò incontro al suo destino, come se si sapesse che, arrivati alle porte del paradiso, non tutti saremmo potuti entrare e ci si rassegnasse a morire con la consapevolezza d’averci provato..”..
“Il cacciatore di meduse” per la sua capacità di raccontare la straordinaria umanità delle incredibili avventure dei migranti africani, è considerato un autentico romanzo di formazione ed è stato già introdotto in molte scuole. Unanimi i consensi di critica e lettori. In questo romanzo, infatti, il tema scottante dell’immigrazione è toccato per la prima volta dall’altro punto di vista, con gli occhi del bambino somalo che diventa scrittore della sua stessa storia e con la voce di altri suoi amici, immigrati, miseri e diversi di tutto il mondo. Ambientata quasi interamente in Sicilia, questa struggente avventura presentata con successo anche alla Book City di Milano e al Salone del Libro di Torino, si muove nel magico scenario della costa siciliana e, in particolare, di quella trapanese.
Descrizioni incantevoli della natura e dei luoghi, fanno da sfondo all’originale racconto, protagonista di incontri e dibattiti sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione e della convivenza tra diversità di ogni tipo. Le avventure di Tajil e degli strani amici della sua compagnia, si snodano per le vie di San Vito Lo Capo, nello scenario naturale della Riserva dello Zingaro, per le tante calette, lungo la costa fino a Scopello e, dall’altro lato, fino a Mazara. Dopo il drammatico racconto del viaggio, in compagnia della madre e di un’altra bimba rimasta orfana durante la traversata, il piccolo migrante si avventura in numerosi luoghi della Sicilia. Il suo peregrinare proseguirà fino al Centro di Accoglienza di Crotone in Calabria; poi a Roma, Milano e finanche a Praga, alla ricerca del Ponte Carlo dove era nata Samira, la fidanzatina bruciata viva nell’incendio della sua baracca di legno. Infine, ritornerà a San Vito, dove riuscirà a coronare il suo sogno di diventare giornalista e lo attenderà una inimmaginabile sorpresa.
In un momento storico dominato dalle tragedie dell’intolleranza, dell’odio e del fanatismo terroristico, “Il cacciatore di meduse” parla di umanità e sentimenti, di uguaglianza tra uomini di ogni fede, razza e colore. Incastonato nella storia mondiale degli ultimi anni: dall’elezione di Obama, primo presidente americano di colore, all’appello di Papa Francesco alla Comunità Internazionale, è un forte grido contro ogni forma di razzismo. Un libro struggente e attuale, una fiaba contemporanea, che ripropone il valore controcorrente del rispetto verso gli altri e la ricchezza della contaminazione tra diverse culture, affascinando anche i lettori più giovani.
“La Terra è di tutti… La bontà non dipende dal colore della pelle ma da quello del cuore!”, scrive Tajil nel suo primo temino in italiano. Raccontando la dura realtà dei nostri giorni, tra episodi drammatici e sfumature fiabesche “Il cacciatore di meduse” arriva dritto al cuore.

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