L’intervento conclusivo di Mario Oliverio alla manifestazione contro la violenza sulle donne svoltasi oggi a Reggio Calabria · LameziaClick

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L’intervento conclusivo di Mario Oliverio alla manifestazione contro la violenza sulle donne svoltasi oggi a Reggio Calabria

venerdì 21 ottobre 2016 - 18:10
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OLIVERIO1REGGIO CALABRIA – “Innanzitutto permettetemi di ringraziare la Presidente della Camera, Laura Boldrini, la Ministra Maria Elena Boschi e la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi che, accogliendo il nostro invito a partecipare a questa manifestazione, con le loro presenze testimoniano quanto questa iniziativa fosse necessaria.

Era necessaria perché, quello che è accaduto a Melito Porto Salvo, quello che accade ogni giorno nelle nostre città e nei nostri paesi e che vede le donne di diversa età ed estrazione sociale vittime di episodi di violenza che hanno diverse specificità, come quella di Melito in cui c’è una specificità ma non una esclusività, è un dato, ahinoi, più generale, sul quale bisogna misurarsi e rispetto al quale non ci può essere indifferenza.

Il giorno stesso in cui si seppe di quella grave vicenda, io annunciai questa iniziativa e, devo dirvi, non senza sollevare qualche critica e qualche osservazione.

L’ho fatto non perché una iniziativa risolve il problema. L’ho fatto perché proprio da questa terra, dalla Calabria, che è affetta da tanti problemi sul piano economico, sociale, dei servizi, da questa terra partisse un messaggio forte: mai più indifferenza, mai più voltare la testa dall’altra parte, mai più omertà.

Questa terra, quella che qui oggi è rappresentata nella sua stragrande maggioranza, è una terra che esprime grandi valori come il rispetto della persona, dell’accoglienza, dell’amicizia.

Questa non è affatto la terra dell’omertà.

E proprio da questa terra, dalla terra che è stata sfregiata dalla presenza criminale e mafiosa, che è stata rappresentata attraverso uno stereotipo negativo a tutto il Paese e al mondo, da questa terra, dall’Arena dello Stretto, vogliamo far partire un messaggio chiaro rivolto a tutti: la Calabria non si piega, non si rassegna alla violenza e vuole costruire il suo futuro.

I giovani, che sono arrivati da tutta la regione rispondendo al nostro appello, sono la vera, grande energia sulla quale vogliamo investire e per la quale vogliamo essere aiutati e sostenuti dallo Stato a costruire un futuro diverso, perché questa terra ha diritto a costruire un futuro diverso.

Mai più violenza, quindi.

Da questa manifestazione partirà, naturalmente, un progetto che coinvolgerà soprattutto le scuole.

Ringrazio, a tal proposito, il Dirigente scolastico regionale, i docenti, i professori e i tanti dirigenti scolastici calabresi che in questi giorni hanno sensibilizzato i giovani informandoli sul’importanza di questo appuntamento ed ottenendo i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Da qui dovrà partire un progetto che coinvolgerà le scuole, poiché il più grande investimento per contrastare e combattere la violenza è quello culturale.

Fare crescere la cultura del rispetto delle persone, della tolleranza, come fattore fondamentale di civiltà: questo è il nostro obiettivo.

Questa è la nostra battaglia, che è battaglia di civiltà non una battaglia angusta e territoriale.

Ecco perché riteniamo che proprio in Calabria, in questa terra afflitta da tanti problemi, una iniziativa come quella di oggi, un progetto come questo, ben si coniugano con il riscatto della nostra regione.

Una manifestazione contro la violenza alle donne,il cui primo obiettivo è quello di evitare che si ripeta ciò che è avvenuto a Melito, è un lievito per far crescere la nuova Calabria, la Calabria che vuole riscattarsi, che vuole valorizzare le sue risorse, le sue bellezze, il suo mare, i suoi monti, la sua identità.

Dobbiamo essere orgogliosi di essere calabresi, di appartenere ad una terra che ha grandi tradizioni, che ha una storia nobile e grande, che è fatta di riscatto, sacrifici e fatica.

Ecco perché vi ringrazio di essere qui oggi e di aver accolto il nostro invito.

Un ringraziamento particolare voglio rivolgere a monsignor Morosini e alla Chiesa calabrese che, in questi giorni, in queste ore, ha lanciato un messaggio profondo di fiducia.

Ringrazio il Procuratore De Raho e tutta la Procura di Reggio Calabria, gli uomini delle forze dell’ordine che, attraverso il loro lavoro e il loro impegno quotidiano, hanno scoperchiato anche la drammatica situazione venutasi a creare a Melito.

Qui, oggi, ci sono le Istituzioni in un afflato con i cittadini, ci sono coloro i quali sono quotidianamente in trincea, ci sono le donne impegnate nei centri antiviolenza che ringrazio e con le quali vogliamo stringere un rapporto sempre più forte nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Vi ringrazio tutti.

Carissimi Sindaci, che siete giunti in tanti da tutta la Calabria, con le fasce tricolori e con i gonfaloni, ritornate a casa, ritornate nei vostri Comuni e nei territori di questa Calabria per seminare i valori  della non violenza  e del rispetto della persona.

Accendete i fari in ogni angolo, alimentate la cultura della sensibilità perché la più grande sentinella, la più grande vigilanza contro la violenza è data dalla cultura diffusa su tutti i territori ed in ogni uomo, in ogni donna, in ogni giovane, in ogni ragazza.

L’altro giorno in una scuola della Calabria e della provincia di Cosenza, ancora una volta, a Paola, una ragazza è stata spogliata e messa a nudo in un bagno della scuola da un branco di violenti che, attraverso la pratica del bullismo, pensava di affermare la propria potenza.

Ecco perché è importante ed urgente diffondere e portare avanti la cultura.

Sono convinto che, attraverso di essa, possiamo determinare il riscatto della nostra terra e costruire il nostro futuro.

Il 21 ottobre del 2016 è una data importante che deve segnare un nuovo inizio per un nuovo cammino ed un futuro diverso per la nostra terra.

Ringrazio tutti.

Sono certo che, attraverso il vostro impegno, si possano realizzare risultati e traguardi importanti nella costruzione di una Calabria migliore e diversa”.

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