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Nel reggino il cimitero dei migranti: la dignità che non hanno avuto da vivi che ce l’abbiano da morti

lunedì 17 ottobre 2016

REGGIO CALABRIA – Ad Armo, piccola frazione di Reggio Calabria, è nato il “cimitero dei migranti”, su iniziativa del Comune e grazie alla cura del parroco della Santissima Maria Assunta, don Alain Alen, africano, dunque migrante anche lui.

“L’obiettivo è di dare dignità a quelle persone. Se non l’hanno avuta da vivi, vogliamo fare in modo che ce l’abbiano almeno da morti”, spiega suor Lina Guzzo, una scalabriniana della comunità di Reggio Calabria, congregazione che si occupa nel mondo proprio dell’assistenza a chi emigra e che ha prestato assistenza per la realizzazione di questo spazio. Nel piccolo cimitero di Armo, dunque, da oggi, oltre alle salme del posto, ci sono 45 africani, in maggioranza etiopi e nigeriani. Tra loro, quattro bimbi tra i due e i tre anni.
“Quei monticelli di terra – ha raccontato suor Lina – rappresentano storie, tutte diverse. Vogliamo dare dignità a quelle persone e abbiamo cominciato a farlo a partire da un fiore, che abbiamo voluto portare a ciascuno di loro”.

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