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È allarme povertà in Calabria. Dopo l’appello alle istituzioni del Banco Alimentare interviene Gianni Romeo del CSV: “bisogna fare di più”

martedì 19 luglio 2016 - 19:02
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imageCOSENZA – Sono oltre 4 milioni i poveri in Italia e la Calabria, secondo gli ultimi dati Istat (anno 2015), resi noti pochi giorni fa, è la regione più povera insieme alla Sicilia.

Le associazioni di volontariato sono impegnate, quotidianamente, nel dare risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie in difficoltà distribuendo pasti e offrendo servizi gratuiti di vario genere. Tutto questo però, secondo Gianni Romeo, presidente di Volontà Solidale – CSV Cosenza, non basta.

“È necessario che siano le istituzioni, a più livelli, ad intervenire con atti concreti per evitare che la Calabria sprofondi nel baratro”.

Non si può più aspettare. Crisi economica, disoccupazione, lavorio precario, immigrazione continuano ad esporre sempre più persone ad una condizione di vulnerabilità. “Come tavolo nuove povertà, al quale hanno aderito tante associazioni – afferma Romeo – facciamo nostro l’appello del Banco Alimentare Calabria nel sollecitare tutti gli attori istituzionali, in primis la Regione Calabria, a sostenere le realtà sociali che operano in modo continuativo a sostegno delle fasce deboli della popolazione e a promuovere politiche sociali che favoriscano l’uscita dall’emergenza”.

La riduzione della povertà, per le associazioni del tavolo, non può essere un obiettivo raggiungibile con il contributo di pochi o solo del volontariato, fondamentale è creare un tessuto sociale, investire nel concreto, promuovere il rispetto dei diritti umani, stimolando le istituzioni ad intraprendere una strategia comune.

Il CSV e il tavolo nuove povertà hanno realizzato una mappa online (http://retesolidale.csvcosenza.it/) con i servizi presenti sul territorio (mense, docce, dormitori, assistenza alimentare e farmaceutica, vestiti, assistenza legale, ecc.) per metterla a disposizione dei cittadini e della comunità.

“Il contrasto alle povertà sarà efficace solo con il reale coinvolgimento delle organizzazioni del terzo settore nella programmazione e gestione degli interventi, perché le organizzazioni di volontariato sono state le sole in questi anni a rispondere ai bisogni degli ultimi. È importante che tutti questi servizi offerti dal volontariato siano sostenuti, con un’azione sinergica e attraverso un piano generale di interventi dalle istituzioni – continua Romeo – altrimenti i poveri non troveranno più alcuna porta a cui bussare”.

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