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Incendiata attività del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio

lunedì 29 febbraio 2016 - 10:48
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Tiberio Bentivoglio con il sindaco di Reggio CalabriaREGGIO CALABRIA – Un incendio ha distrutto i magazzini della sanitaria Sant’Elia a Reggio Calabria, di proprietà del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio (nella foto con il sindaco Falcomatà) che da molti anni combatte contro le cosche della ‘ndrangheta. Proprio per questo, l’imprenditore dal 1992 è vittima di intimidazioni gravi ed è sottoscorta.
L’incendio è avvenuto poco dopo mezzanotte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Nel magazzino sono stati trovati i residui di un contenitore di plastica. Sull’accaduto sono in corso le indagini della polizia di Stato. Per sostenere l’imprenditore l’agenzia nazionale per i beni confiscati gli aveva assegnato dei nuovi locali in un altro quartiere della città che avrebbero dovuto aprire nei prossimi mesi.

Da questa notte si passano al setaccio i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, incluse quelle della vicina Facoltà di Architettura.

Tiberio Bentivoglio a Reggio Calabria è stato il primo a ribellarsi al pizzo. Oltre ad essere stata più volte colpita la sua attivita, nel febbraio del 2011 qualcuno ha tentato di ucciderlo. Attentato che, però, non ha certo fermato l’imprenditore il quale ha continuato imperterrito nella sua lotta contro il racket. Vicino a Libera, Bentivoglio racconta nelle piazze, nelle scuole, la sua storia, con la speranza di far capire che insieme e uniti si può lottare.

Nonostante la vicinanza dello Stato, comunque, Bentivoglio oltre che lottare contro il racket, lotta amche per mantenere in piedi la sua attività. Infatti, nonostante la legge preveda un risarcimento per le vittime del pizzo, quello che ha ricevuto non è mai bastato per coprire i furti, i danni, gli incendi subiti. Di conseguenza si è ritrovato sempre più con debiti, con poca liquidità, le banche e i fornitori hanno iniziato a dire no. Insomma, solo la solidarietà dei tanti che si sono uniti all’imprenditore reggino ha fatto sì che la sua battaglia non cessasse.

Infatti recentemente gli è stato assegnato un immobile confiscato, mentre un comitato si è costituito per aiutarlo con i fondi necessari a sostenere le spese per la sua attività.

C.M.

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