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Evasione fiscale: “sigilli” ai beni per oltre un milione di euro e denuncia penale per un imprenditore vibonese

giovedì 11 febbraio 2016 - 9:45
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gdf_ufficio2VIBO VALENTIA – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vibo Valentia hanno eseguito un sequestro preventivo per equivalente di beni, nei confronti di un imprenditore di Vibo Valentia, operante nel settore alimentare, indagato per reati tributari.

L’attività trae origine da una verifica fiscale, a conclusione della quale, mediante investigazioni effettuate sulla documentazione acquisita, le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire completamente il reale volume d’affari dell’ imprenditore, accertando un’evasione fiscale di circa 1 milione e 200 mila euro e segnalandolo non solo all’Agenzia delle Entrate, ma anche all’Autorità Giudiziaria, poiché gli importi delle imposte evase superavano le “soglie” previste per la punibilità dei fatti anche sotto il profilo penale, oltre che quello amministrativo.

Il GIP del Tribunale di Vibo Valentia, pertanto, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro di beni dell’indagato a tutela delle ragioni dell’Erario. Il sequestro è infatti finalizzato alla confisca di beni nella disponibilità dell’indagato per il recupero delle imposte dovute al fisco.

I beni sequestrati dai finanzieri a garanzia del credito erariale consistono, più in dettaglio, in beni immobili, costituiti da un appartamento, autovetture e disponibilità liquide esistenti su Conti Correnti bancari.

Lo strumento della confisca per equivalente per i reati in materia fiscale, infatti consente, nell’impossibilità di individuare e dunque confiscare i beni che sono il prezzo e/o profitto di tali reati, di aggredire somme di denaro, beni e/o altre utilità di valore corrispondente.

Il ricorso allo strumento del sequestro cosiddetto “per equivalente” rientra in una più ampia strategia operativa posta in essere dalla Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, volta non soltanto a scoprire le violazioni fiscali, ma anche – in una prospettiva di maggiore concretezza ed effettività dell’azione del corpo – ad assicurare il reale recupero di risorse erariali illecitamente sottratte allo Stato.

In quest’ottica, è possibile ricorrere, nei casi più gravi e con l’indispensabile avallo della magistratura, anche all’esecuzione di mirati sequestri penali di beni, come accaduto nel caso descritto.

Continua l’azione della Guardia di Finanza contro la sleale concorrenza a tutela degli imprenditori onesti e rispettosi delle norme, che subiscono danni da comportamenti come quello in argomento che inquinano il regolare andamento dei mercati.

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