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Alberto Statti (Confagricoltura): “La Calabria ‘affoga’ per colpa dell’incuria, della cementificazione selvaggia e dei troppi compromessi”

lunedì 2 novembre 2015

Statti_Alberto“La Calabria ‘affoga’ per colpa dell’incuria, della cementificazione selvaggia e dei troppi compromessi”. Lo afferma in una nota il presidente di Confagricoltura, Alberto Statti. “Quanto accaduto ieri a Reggio Calabria e  solo qualche mese addietro a Rossano e Corigliano è una situazione divenuta ormai insostenibile, in primis per il tributo di vite umane e poi per un bilancio dei danni pesantissimo.

Le inondazioni, le esondazioni, le frane non sono solo conseguenze delle mutate condizioni climatiche perchè  quanto sta accadendo – pur nella sua eccezionalitaà– dimostra inequivocabilmente la fragilità di un territorio per troppo tempo abbandonato, abusato e speriamo non compromesso. E’ arrivato il momento di invertire la tendenza del passato, di mettere in atto una seria pianificazione territoriale soprattutto in termini di prevenzione. E per questo confidiamo anche nell’autorevolezza del neo capo della protezione civile calabrese, il geologo Carlo Tansi”.

“Ma c’è bisogno – ancora Statti –  di consentire finalmente alle imprese agricole di fornire un supporto concreto nel rendere sicuri i versanti, produttive le terre abbandonate, di esercitare, insomma, quel ruolo naturale e fondamentale a difesa del territorio. Il Piano regionale di Sviluppo Rurale dovrà poter incentivare in tal senso un processo virtuoso che veda l’agricoltura e gli imprenditori agricoli non più marginali rispetto alla pianificazione del territorio calabrese. Confagricoltura Calabria – ha concluso – intende contribuire alla formazione di quella nuova cultura dell’impiego del territorio che richiedera’ priorita’ politiche e scelte coraggiose”.

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