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Industria “fantasma” finanziata per 16 milioni, truffa ai danni dello Stato

mercoledì 14 ottobre 2015 - 9:50
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gdf_ufficio2Individuata un’azienda che ha beneficiato illecitamente di finanziamento pubblico nazionale L. 488 e regionale. Denunciato il legale rappresentante per truffa ai danni dello Stato.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Crotone, nell’ambito dell’attività istituzionale volta alla tutela della spesa pubblica, ha recentemente scoperto un’ingente truffa ai danni dello Stato, posta in essere da una azienda del crotonese che aveva avviato un progetto per la realizzazione di un insediamento industriale nella provincia pitagorica.

In particolare, l’impresa in questione ha richiesto un considerevole finanziamento pubblico relativo a investimenti destinati ad aree geografiche svantaggiate.

Le Fiamme Gialle crotonesi, utilizzando gli elementi informativi contenuti nelle varie banche dati in uso al Corpo, hanno individuato nei confronti dell’impresa in argomento degli “alert di rischio”, circa la bontà della documentazione prodotta per l’ottenimento del contributo.

La pertinente attività ispettiva, attraverso l’analisi della documentazione inerente la pratica di finanziamento, ha fatto emergere inequivocabilmente che parte dei macchinari e delle attrezzature strumentali destinati alla futura produzione, nonostante la rendicontazione nel piano di programma, la fatturazione a saldo e la dichiarazione di esistenza in loco, di fatto non erano presenti presso il costruendo opificio .

Pertanto, al termine dell’indagine è stata interessata: la Procura della Repubblica, segnalando il legale rappresentante della società per l’ipotesi delittuosa di truffa aggravata e falso; il Ministero dello Sviluppo Economico per l’avvio della procedura di recupero del contributo illecitamente erogato e percepito; la Procura Regionale della Corte dei Conti per gli aspetti relativi ai profili di danno erariale posto in essere.

Il Ministero ha già avviato la procedura di recupero dell’intero contributo concesso per oltre 16 milioni di euro in ragione della mancata ultimazione dell’attività progettuale entro i termini previsti. L’opifico infatti non è mai entrato in funzione e nei confronti dell’impresa è stata altresì avviata la procedura per dichiarazione di fallimento.

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