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Vibo, svolta su donna uccisa da auto pirata

sabato 23 maggio 2015

carabinieri_5VIBO VALENTIA – Al termine di quasi 48 ore dal terribile incidente che ha visto la morte di PASCERI Vituccia, la donna di sessantotto anni travolta da un’auto e uccisa all’alba di ieri , i Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia sono riusciti a ricostruire la dinamica del sinistro.

I FATTI

Alle ore 05.05 di ieri lungo la SS 18 altezza km 442+6 un Maresciallo dell’Arma effettivo alla Compagnia di Vibo Valentia nel fare rientro a casa a bordo della sua auto al termine del turno di lavoro notturno, notava il corpo della donna esanime al centro della carreggiata. Il sottufficiale dell’Arma, dopo essersi accostato e aver verificato che la donna era già priva di vita, ha contattato immediatamente i colleghi attraverso la Centrale Operativa del Comando Provinciale. Sul posto giungevano due Gazzelle del Nucleo Operativo e Radiomobile innanzi alle quali si presentava uno spettacolo raccapricciante: con le prime luci del giorno e con il diradarsi della nebbia gli uomini dell’Arma hanno visto il corpo della donna adagiato al suolo e letteralmente martoriato.

I sanitari del 118 unitamente al medico legale giunti sul posto, oltre a dover constatare la morte della donna, hanno preso contezza dei terribili traumi presenti sul volto e su tutto il corpo. Parallelamente ai rilievi stradali iniziava un lungo lavoro di ricostruzione: venivano infatti acquisiti tutti i video delle telecamere dei sistemi di video sorveglianza degli esercizi commerciali e di private abitazioni presenti lungo tutto l’itinerario urbano ed extraurbano che dal capoluogo giunge sino al comune di Ionadi. Un’opera di ricostruzione lunga che con il passare del tempo consentiva agli uomini dell’Arma di ricostruire la dinamica dell’incidente: ore 04.50 circa un’auto, una Ford Focus vecchio tipo, nel transitare nel tratto di strada anzidetto, colpiva in pieno la donna sbalzandola in aria ma proseguendo la sua corsa in direzione del comune di Ionadi. Pochi minuti dopo un altro mezzo, un Fiat Ducato di colore bianco, nel transitare, verosimilmente complice la nebbia, probabilmente non si accorgeva del corpo esanime della donna riverso al centro della carreggiata e lo colpiva in pieno con i penumatici. Il Ducato, dopo aver sbandato per l’urto e aver compiuto circa 150 metri innestava la retromarcia e ritornava sul punto d’impatto: l’autista del mezzo scorgendo dal finestrino un corpo umano, innestava la marcia e proseguiva nuovamente la sua corsa.

I controlli dei Carabinieri si concentravano su tutti gli esercizi commerciali della zona, i mercati, i panifici, le rivendite di frutta e di generi alimentari, tutte attività che iniziano molto presto la loro attività al mattino.

L’EPILOGO

Mentre i controlli si facevano orami sempre più serrati ecco al palazzo di giustizia un primo uomo F.M. di anni 30 originario di Briatico ma addetto alle consegne di un panificio di Vibo Valentia. Il giovane, preso in consegna dai Carabinieri, e sentito alla presenza del legale di fiducia dava una versione dei fatti compatibile con la ricostruzione operata dagli uomini dell’Arma: a bordo del Fiat Ducato di proprietà del panificio per cui lavorava da pochi giorni si era accorto di aver investito qualcosa. Tornato indietro notava che quello che aveva colpito era il corpo di una donna. Spaventato innestava la marcia e proseguiva nel suo lavoro. Nel suo girare per le consegne notava in giro i tanti Carabinieri e ripensava all’accaduto. Contattato un legale di fiducia decideva di consegnarsi e raccontare la versione di fatti.

Intanto proseguiva senza sosta il lavoro di individuazione e ascolto dei conducenti degli altri automezzi transitati in quei frangenti lungo quel tratto di strada. Quando ormai il cerchio si stringeva sempre più si presentava in caserma il secondo uomo L.L.B. di anni 44, fruttivendolo di Vibo Valentia. Alla presenza del legale di fiducia iniziava il suo racconto: mentre si recava a lavoro a bordo della sua Ford Focus ad un tratto avvertiva un forte urto e si accorgeva di aver colpito qualcosa ma, a suo dire, forse anche a causa della nebbia, non riusciva a capire cosa. Decideva anch’egli di proseguire la sua corsa e di raggiungere il posto di lavoro. La vista dei controlli dei Carabinieri e i racconti della gente che raccontava di questo drammatico incidente lo inducevano a contattare il proprio legale di fiducia e a portarsi in caserma. Sulla Ford Focus di sua proprietà i segni evidenti dell’impatto (parabrezza parzialmente rotto, fanalino anteriore sinistro in frantumi, portante sinistro lesionato) perfettamente compatibili con la ricostruzione operata nel corso dei rilievi .Il resto è storia nota.

Entrambi i mezzi sono stati posti in sequestro e su gli stessi verranno eseguiti ulteriori rilievi .

I due uomini sono stati denunciati alla competente autorità giudiziaria: omicidio colposo e omissione di soccorso le accuse a loro carico.

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