Risarcimento dell’Anas per Giusy Versace: “Dietro al mio sorriso tanto dolore” · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Risarcimento dell’Anas per Giusy Versace: “Dietro al mio sorriso tanto dolore”

giovedì 7 maggio 2015

IMG_8499.JPGREGGIO CALABRIA – Tra pochi giorni sarà passato un anno da quando la calabrese Giusy Versace metteva l’ottavo sigillo sui Campionati Italiani Paralimpici. Era il 31 maggio del 2014 quando la giovane atleta reggina ha conquistato i 100 metri con il nuovo record italiano sulla distanza: 14″44.

Ma Giusy Versace conosce ben altre vittorie che non passano solo per l’atletica e per la danza; ricordiamo infatti che ha trionfato nell’ultima edizione di Ballando con le Stelle superando anche l’imbarazzo della perdita di una delle due protesi con le quali si muove, cammina, gareggia, balla.

Giusy Versace (sì, la famiglia è quella che immaginiamo) ha affrontato di colpo la disabilità quando aveva 28 anni. E adesso il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza in base alla quale l’Anas dovrà risarcire la giovane donna per l’incidente stradale avvenuto il 22 agosto del 2005 sulla Salerno-Reggio Calabria nel quale perse entrambe le gambe. Nell’incidente un guard-rail entrò nell’abitacolo amputando gli arti a Giusy Versace. I giudici hanno disposto un milione e mezzo di euro di risarcimento, lo rende noto la stessa Versace: “Non esiste alcun risarcimento che potrà mai restituirmi le gambe e cancellare questi ultimi 10 anni nei quali, con tanto dolore, ho cercato di reinventarmi una nuova vita, guardare avanti e superare tutte le difficoltà fisiche e psicologiche che questa nuova condizione mi ha posto. E’ vero, sono diventata un simbolo di forza e coraggio, ma sono in pochi a sapere che dietro al mio sorriso si celano ferite profonde e indelebili. Come se io, dal 2005 ad oggi – ha proseguito – avessi avuto solo il diritto di piangere e abbattermi. E invece, in questi anni ho capito che piangersi addosso non porta da nessuna parte, mentre aiutare gli altri e porsi nuovi traguardi mi ha dato la forza per rialzarmi. Oggi, posso solo ritenermi soddisfatta del fatto che finalmente è stata riconosciuta una colpa che spero possa, in futuro, evitare ad altri quello che è successo a me”.

L’atleta calabrese che nove anni fa ha perso le gambe in seguito ad un incidente con una forza d’animo straordinaria ha saputo reagire alla terribile condizione fisica in cui si è ritrovata. E non si è arresa a nessuna sfida: lo sport, poi la danza che le ha permesso di “indossare di nuovo un paio di tacchi è già stato un grandissimo successo, ma soprattutto sono felice se posso trasmettere messaggi per gli altri”.

Nella sua vita c’è un prima e un dopo, come spiega nel libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque”. La perdita delle gambe e della sua femminilità: “perdendole ho iniziato a vedermi come un piccolo mostro”. Lei che adorava i tacchi da un giorno all’altro ha dovuto trovare il coraggio di dare via tutte le sue scarpe. Ha imparato ad apprezzare e valorizzare ciò che di lei era rimasto, senza perdere troppo tempo a pensare a ciò che non aveva più: “Essere guardata in modo “diverso” mi metteva a disagio, finché un giorno capii che ero io quella diversa, semplicemente perché non mi sentivo bene con me stessa. La gente guarda semplicemente perché non è abituata a vedere, ma io “guardavo” perché la mente mi proiettava un’immagine di me che ormai non esisteva più”. Secondo Giusy un sorriso è in grado di sprigionare più femminilità di un tacco a spillo: “Difficile crederci, per chi è abituata magari a indossarli o per l’immagine femminile che ci viene spesso proposta, lo so bene! Ma, provate a immaginare una “musona” o una persona triste e negativa su un paio di tacchi e poi ditemi che effetto vi fa. “Se poi scegliete invece di mettere i tacchi solo per sembrare più alte, beh allora vi capisco! Siete assolutamente giustificate. Io ho risolto il problema così: vado da un tecnico e mi faccio fare le gambe di qualche centimetro più lunghe. Comodo no?”

Siamo sicuri che del risarcimento accordatogli dal Tribunale di Roma, Giusy Versace saprà cosa farne e soprattutto ne farà un buon uso. “Oltre le gambe c’è di più” cantava qualche anno fa Jo Squillo inneggiando alle donne… L’atleta calabrese che si definisce professionista nella moda, atleta paralimpica, presidente di “Disabili no limits” ne è davvero un esempio.

“Non bisogna mai smettere di lottare e ancora meno di sognare” … Parola di Giusy Versace.

Luisa Loredana Vercillo

loading...