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Furto in ospedale, arrestato “Lupin”

martedì 21 aprile 2015

pugliese_catanzaro_ospedale_carabinieri_1CATANZARO – Il fenomeno dei furti perpetrati nei nosocomi, in pregiudizio dei degenti e dei loro congiunti, nonché degli operatori sanitari, ultimamente ha destato notevole allarme nell’opinione pubblica.

Difatti, ignari cittadini, che già per motivi di salute, spesso anche gravi, devono ricorrere alle cure mediche, nonché coloro che, quotidianamente fruiscono dei servizi erogati da strutture sanitarie, si vedono derubati dei propri effetti personali ad opera di soggetti privi di scrupoli. In tale contesto, emerge l’episodio relativo all’arresto di Procopio Leonardo cl.’69, alias “LUPIN”, ex Sorvegliato speciale di P.S. con obbligo di soggiorno e avvisato orale di P.S., con pregiudizi penali e di polizia specifici per reati contro il patrimonio, già noto alle forze dell’ordine, per essere stato più volte tratto in arresto per furti commessi presso strutture pubbliche, non solo sanitarie, del capoluogo catanzarese.

Nella circostanza, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, 20 aprile, il Procopio, mentre usciva con atteggiamento circospetto, dall’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, veniva notato da poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura, che insospettiti dal suo modo di fare, lo bloccavano. Da un primo controllo, si rinveniva, celato sotto un giubbotto, un tablet marca Samsung, che lo stesso, su richiesta del predetto personale, dichiarava di averlo sottratto, con destrezza e abilità, poco prima presso l’ufficio del primario del Reparto di Rianimazione del citato nosocomio, reparto il cui accesso è vietato, se non limitato a poche persone autorizzate.

Ad una più approfondita perquisizione emergeva che il Procopio si era altresì impossessato di un portamonete contenente un’esigua somma di denaro, sempre di proprietà del suindicato primario. Gli operatori di polizia, restituivano la refurtiva al predetto medico e procedevano ad informare il P.M. di turno, che disponeva a carico del Procopio la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.

Tempestività e professionalità, a dimostrazione del costante impegno della Polizia di Stato, hanno permesso in poco più di 24 ore di individuare, reprimere reati criminosi ed arrestarne gli autori, che avevano agito con scaltrezza e totale irrispettosità anche della situazione del bisogno sanitario dei pazienti della struttura ospedaliera.

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