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Natuzza Evolo: la notizia tanto attesa è arrivata; può essere avviato l’iter di beatificazione

natuzza2MILETO (VV) – Mancano pochi giorni al quinto anniversario della sua morte. Per Fortunata Evolo, conosciuta in tutto il mondo come Mamma Natuzza arriva la conferma tanto attesa: la Conferenza Episcopale Calabra ha dato il suo parere favorevole, per avviare l’iter per la beatificazione.

I termini previsti dal diritto canonico scadranno il prossimo 1 novembre quando ricorreranno i 5 anni dalla morte della mistica avvenuta nel giorno dei Santi del 2009. E che si attendesse con trepidazione questa scadenza, si era inteso in occasione della ricorrenza della nascita di Natuzza Evolo, il 23 agosto scorso, quando a Mileto, ne aveva dato annuncio il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Mons. Luigi Renzo: “scaduti” i cinque anni, Natuzza si sarebbe “avviata” verso la beatificazione.

E così ad un mese scarso da questa attesa scadenza, il Vescovo ha per così dire approfittato bonariamente del fatto che la Conferenza Episcopale Calabra, era riunita a Lamezia Terme qualche giorno fa, per chiedere il parere sulla introduzione della causa di beatificazione della mistica.

I vescovi calabresi sul punto non hanno avuto alcun dubbio; hanno espresso parere favorevole dando così il via al rigoroso procedimento. Ricordiamo che per il Diritto Canonico oltre al termine dei 5 anni dalla morte del candidato agli onori degli altari, è necessario che tra la gente ci sia, chiara, la convinzione circa la santità del candidato (fama sanctitatis) e circa l’efficacia della sua intercessione presso Dio (fama signorum).

Nel caso di Natuzza le condizioni sono soddisfatte e si va dunque, verso l’apertura dell’istruttoria. Il Vescovo, ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede, costituirà un apposito Tribunale diocesano, che raccoglierà tutti i documenti riguardanti la candidata. Davanti al Tribunale i testimoni saranno chiamati a riferire fatti concreti sull’esercizio delle virtù teologali (fede, speranza e carità), di quelle cardinali (prudenza, giustizia, temperanza e fortezza) e delle virtù specifiche dello stato di vita di Natuzza. Da questo momento alla candidata competerà il titolo di “Serva di Dio.”

Terminata l’istruttoria diocesana, gli atti passeranno alla Congregazione delle Cause dei Santi. Il postulatore preparerà la Positio, cioè la sintesi della documentazione che prova l’esercizio eroico delle virtù. La Positio verrà sottoposta all’esame di nove teologi che esprimeranno il loro voto. Se la maggioranza sarà favorevole la causa passerà all’esame dei cardinali e dei vescovi membri della Congregazione. Se anche il loro giudizio è favorevole, il prefetto della Congregazione presenterà il risultato di tutto l’iter della causa al Papa, che concederà la sua approvazione ed autorizzerà il dicastero a redigere il relativo decreto. Al titolo di Servo di Dio verrà aggiunto quello di Venerabile.

Per la beatificazione occorrerà un miracolo attribuito alla intercessione in questo caso della venerabile serva di Dio, verificatosi dopo la sua morte. Il miracolo dovrà essere provato tramite un’apposita istruttoria che si concluderà con un decreto. Una consulta medica indagherà sulla spiegabilità o meno, dal punto di vista scientifico, del miracolo. Promulgati i due decreti (circa le virtù eroiche e circa il miracolo), il Papa deciderà la beatificazione che è la concessione del culto pubblico, limitato a un ambiente particolare: diocesi di appartenenza o ordine di riferimento. La candidata diventa così Beata.

Per la canonizzazione, cioè per il titolo di Santa, occorrerà un altro miracolo, attribuito alla intercessione della Beata e avvenuto dopo la beatificazione. La canonizzazione è la concessione del culto pubblico nella Chiesa universale. Ne è coinvolta l’infallibilità pontificia. Sarà il Papa dunque a proclamare inequivocabilmente, quando sarà, la santità di Natuzza Evolo.

Luisa Loredana Vercillo

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