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Striscia la Notizia a Lamezia: l’impianto per la lavorazione dell’olio oggi distrutto e abbandonato

Un’opera incompiuta al centro della Calabria, se ne occupa Striscia la notizia.

L’inviato dei “perché?” Luca Galtieri e’ andato a visitare quella che doveva diventare la più grande raffineria di olio d’oliva della regione.

Un grande complesso industriale con macchinari sofisticati, uffici amministrativi ed un binario collegato alla stazione ferroviaria giace ora distrutta e abbandonata nel baricentro del triangolo nevralgico della piana di Lamezia Terme, in località Bellafemmina.

Si tratta di un altro sogno infranto della grande area lametina, che avrebbe dovuto occupare almeno 50 unità lavorative specializzate nella produzione dell’olio.

Con un costo di oltre 9 miliardi di vecchie lire di fondi europei e nazionali, la costruzione dell’imponente impianto per la lavorazione dell’olio d’oliva impiegò 10 anni a partire dal 1971. La raffineria, frutto di una grande intuizione a carattere sociale, doveva entrare in funzione negli anni ’80, ma, secondo gli esperti del settore, non fu ben accolta dalle ditte private che ne osteggiarono l’apertura.

La raffineria della piana di Lamezia Terme faceva parte integrante, infatti, del progetto europeo FEOGA (Fondo Europeo Agricolo/sezioni Orientamento e Garanzia), lo strumento finanziario della politica di sviluppo rurale, considerata il secondo pilastro del sistema di finanziamento della politica agricola comune (PAC) e che in Calabria aveva istituito altri due centri per il trattamento delle olive: il primo era a Rossano per la raccolta delle olive ed il secondo a Eranova – Gioia Tauro per l’imbottigliamento. 

Capannoni coperti da eternit, ruggine dappertutto e continui saccheggi, come mostrato dalle telecamere del Tg satirico di canale 5, regnano ormai sovrani. 

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