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Lamezia, didattica della numismatica magnogreca all’IC “Borrello Fiorentino”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Si sono svolti nei giorni 21 e 28 febbraio, nei locali della Biblioteca scolastica di via Matarazzo dell’Istituto “Borrello-Fiorentino” due incontri teorico-pratici sulla “Monetazione magnogreca nell’area archeologica di Terina” destinati alle classi quarte e quinte Primaria dell’Istituto Comprensivo “Borrello-Fiorentino”.

L’attività si colloca nell’ambito del progetto Mibac: “Formare biblioteche per formare lettori”, uno dei due progetti di cui la Scuola è risultata vincitrice nell’anno in corso, per l’implementazione della Biblioteca Scolastica.

A condurre gli incontri, in qualità di esperta, la prof.ssa Titti Preta, epigrafista, scrittrice, docente di lettere classiche e delegata del FAI, che ha accettato la sfida di intraprendere un “racconto monetale”, per avvicinare i giovanissimi partecipanti al mondo della numismatica. Una scienza quanto mai ostica e che sa di passato, ma in questo caso attualizzata attraverso la tecnica dello storytelling (Titolo del laboratorio: La moneta racconta tante storie…) con l’obiettivo di fornire, in modo accessibile eoperativo, degli strumenti di decodificazione e lettura di un bene culturale, la moneta, come base per comprendere in generale la realtà archeologica e il suo significato.

Si è partiti dall’osservazione di alcuni esemplari di coni, per riflettere sulla componente simbolico/comunicativa che, nelle parole dell’esperta “costituiva un racconto (di lettere e segni) portato all’estrema sintesi: quasi un tweet nella rete degli antichi popoli del Mediterraneo”. Da queste premesse sono nate le affascinanti shortstories (attraverso varie fonti) della Preta, ispirate ad alcune rappresentazioni monetali che mettono in evidenzacome, molto spesso, le monete avessero una raffigurazionefemminile, riconducibile a dee locali o cittadine, ninfe eponimeprotettrici di luoghi, strumenti e veicoli di una dimensionemagico-sacrale, cara tanto alla democrazia delle poleis quanto aldispotismo degli antichi tiranni. Veri esempi di narrazioni con un loro tessuto d’immagini, laddove le cosiddette iconografiesecondarie (i leoni, le acque, le civette) facevano un po’ da “aggettivi” del soggetto: attributi qualificanti un aspetto o un altro della figura principale, a seconda di quello che s’intendevacomunicare. Quanto poi alla scienza archeologica, poiché le monete sono reperti archeologici di grande importanza e, come tali, soggetti a una disciplina piuttosto rigorosa, sono stati forniti ai ragazzi dei piccoli esempi di lettura e catalogazione, conesercitazioni su schede semplificate.

Un’attenzione particolare è stata rivolta la produzione monetale terinese, una delle più prestigiose dell’occidente greco e anche in parte ancora misteriosa, per la presenza di più raffigurazioni femminili “trasmutanti” dall’una all’altra. I bambini sono stati portati a comprendere l’importanza di questa antica polis (in territorio di Sant’Eufemia Vetere) proprio a partire dall’importanza e prestigio delle sue monete, con particolare riferimento al culto della sirena e alle sue varianti tipologiche che ancora oggi interrogano gli studiosi. Ha partecipato al primo dei due incontri anche la scultrice ceramista Amalia Politi che ha lavorato coi bambini allo stampo di monete d’argilla, di cuiciascuno ha realizzato il proprio esemplare.

Il lavoro pratico degli studenti, per la realizzazione di un catalogo numismatico, continuerà nel corso di altri incontri e verrà presentato al pubblico nell’ambito di una manifestazione al Maggio dei libri.

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