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Fieragricola Lamezia, Piero Renda (Parco Agricolo): “I politici lametini continuano a non rispondere”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “La città si chiede, a distanza di qualche mese, quale sarà la fine o dove andrà la Fieragricola Lamezia”. E se lo chiede anche Piero Renda, Presidente Parco Agricolo Calabria.

“La storia ha avuto inizio nel lontano 1964 – scrive Renda in una nota – rappresenta una storia importante , un patrimonio di idee imprenditoriali, di lametini che hanno speso la loro vita per la crescita di questa grande idea che però non è cresciuta quanto doveva e quanto meritava. Abbiamo proposto, come Parco Agricolo Calabria che, ricordiamo, è una rete di imprese che partecipa da ben cinque anni alla manifestazione fieristica con produzioni di qualità, la sua naturale collocazione presso l’area dell’ex cantina di Sambiase. Intanto sull’utilizzo di questa area vi è una grande confusione in merito alla sua destinazione. Addirittura nel 2017 l’ex Cantina risulta inserita nel concorso nazionale del Ministero dei beni culturali, MIBACT. Insomma, messa all’asta e poi da utilizzare per il concorso dei beni culturali. Eppure in occasione di Agenda Urbana avevo proposto di inserire tra i finanziamenti anche la Fieragricola Lamezia, non solo perché avrebbe creato slancio allo sviluppo economico ma avremmo avuto continuità storica produttiva e formativa che poi era la rappresentazione del pensiero del fondatore di Lamezia, l’on. Arturo Perugini”.

“Il problema vero – prosegue Renda – è che, non siamo soli, i Commissari non riescono a vedere dove sta lo sviluppo della città. Anzi qui è tutto stagnante, la città soffre un annoso isolamento come non si era mai verificato in passato. Mi chiedo ancora una volta: perché i politici lametini non si incontrano in un dibattito pubblico e prendono di petto la difesa e la rinascita della Fieragricola di Lamezia Terme? Come mai questa occasione di sviluppo non viene presa in considerazione? Perché questi silenzi della classe dirigente lametina? Queste realtà importanti creerebbero nuovo lavoro, trainerebbero anche la nascita del Distretto agroalimentare di qualità. I giovani vanno via perché non trovano ascolto nella classe politica e nelle istituzioni”.

“Noi – conclude – continueremo ad interrogare, a mettere insieme altre imprese per raggiungere l’obiettivo “ Fiera”. Ed i partiti non ci vengano a parlare di Fiera e programmi nella vicina e prossima campagna elettorale. Tanto non li ascolterà nessuno e devono pure assumersi la responsabilità del crescente allargamento del solco tra cittadini e politica”.

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