Scompare Padre Giuseppe Massara, il ricordo di Massimo Iannicelli · LameziaClick LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Scompare Padre Giuseppe Massara, il ricordo di Massimo Iannicelli

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Ci ha lasciati Padre Giuseppe Massara della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano in via Gronchi a Lamezia, appartenente ai sacerdoti del «Sacro Cuore di Gesù» (ordine fondato da Padre Leone Giovanni Dehon a San Quintino in Francia nel 1878 i cui discendenti vengono definiti Padri Dehoniani).
Era nato a Zungri (oggi in provincia di Vibo Valentia) il 26 novembre del 1929, da Domenico e da Elisabetta Pugliese nella via comunemente indicata come  «’a Ruga d’a  Madonna».

Venne avviato alla vita sacerdotale nel 1942 dal tanto amato Arciprete Nicola Fiamingo come lo stesso Padre Giuseppe ha ricordato nel 2009 in occasione del suo 50° anniversario di sacerdozio: «La volontà del Signore mi ha chiamato ma, negli anni che frequentavo il Ginnasio, era l’arciprete che mi sosteneva moralmente e pagava la mia retta al seminario.»

Fu consacrato sacerdote il 28 giugno del 1959 ad Ascoli Piceno dal vescovo Morgante Squintani. La prima parrocchia in cui profuse la sua opera sacerdotale è stata San Quirico (in provincia di Oristano, in Sardegna). Fu in seguito nominato Rettore del Santuario del Santissimo Salvatore di Andria, Vice Parroco della Parrocchia universitaria San Paolo Apostolo di Cosenza, Rettore della  Congregazione Dehoniana di S. Irene, Parroco delle frazioni Daffinà e Daffinacello, e in seguito di Zambrone sino ad approdare a Lamezia Terme.

Il giornalista Massimo Iannicelli lo ricorda così: «Servo di Dio probo e di indubbie qualità morali, era un sacerdote di vecchio stampo, dotato di spiccate doti spirituali e di un grado di discernimento elevato, tutte qualità sperimentate personalmente, essendo stato egli il mio confessore.
Aveva una grande capacità di ascolto alla quale seguivano sempre consigli miti e pacati, ma al tempo stesso decisi ed energici. Non transigeva su alcune cose, e ciò offriva a quanti si rivolgevano a lui la possibilità di riflettere con attenzione sui propri disagi e moti dell’anima.
Era un uomo buono, che credeva profondamente in Dio e che al suo sacerdozio ha donato tutto se stesso.
Lo ricordo prima della messa vespertina passeggiare su e giù per la chiesa assorto in preghiera. A volte aveva lo sguardo serio e compassato, ma tutte le volte rispondeva sempre con cortesia al saluto che gli rivolgevo.
Era sempre sorridente e gioviale quando celebrava il sacro rito eucaristico, gioia che sapeva trasmettere attraverso le sue omelie semplici ma toccanti.
Ne ricordo una in particolare, nella quale rievocava la sua fanciullezza, vissuta in tempi difficili e di diffusa indigenza, quando il poco di cui si disponeva rappresentava motivo di grande felicità, a differenza dei tempi odierni in cui — seppur immersi nel benessere — nulla sembra appagare gli individui. Sorrideva e i suoi occhi si illuminavano di quella luce di serenità e pacatezza che proviene solo da Dio.
Sono grato a Padre Giuseppe per i suoi accorati consigli e, pur avendolo conosciuto e frequentato poco, serberò di lui un ricordo ricolmo di pace e serenità.
Sono certissimo che sia già assurto alla Gloria dei Cieli alla quale ha sempre mirato nella sua lunga vita al servizio della Chiesa e di Dio.»

I funerali si sono svolti nella giornata di ieri nella sua parrocchia di appartenza, appunto la Chiesa di San Giuseppe Artigiano in Lamezia Terme.

(ricordo dell’editore e giornalista Massimo Iannicelli) 

Commenta

loading...