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Aeroporto di Lamezia Terme: appello a parlamentari e consiglieri regionali per una gestione smart dello scalo, senza condizionamenti politici

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – “I parlamentari e i consiglieri regionali del lametino si interessino delle sorti dell’aeroporto internazionale che non è soltanto lo scalo di Lamezia ma il principale snodo del sistema aeroportuale calabrese. Si dia una svolta alla governance della Sacal, rinunciando alla gestione degli altri due scali di Crotone e Reggio Calabria e potenziando quella che è la ‘porta’ d’ingresso della Calabria”. Queste in sintesi le proposte emerse nel corso del convegno “L’aeroporto è ancora una risorsa per Lamezia Terme?” organizzato dal comitato “Lamezia 4 gennaio 2018” e tenutosi nel salone municipale di via Perugini.

Dopo il saluto del commissario prefettizio Rosario Fusaro, ha aperto i lavori il presidente del comitato Basilio Perugini che ha sottolineato: “Il Comitato non fa politica ma vuol essere da pungolo per cercare di risvegliare quell’orgoglio lametino che, in questo momento storico, è ai minimi termini. Vogliamo guardare al futuro per il bene della città che è il nostro unico e precipuo obiettivo”. Sulla Sacal, società che gestisce lo scalo aeroportuale lametino, Perugini ha commentato: “La politica, di ogni schieramento, si è sempre intromessa nella gestione della società. Non vogliamo fare processi a nessuno – ha ribadito il presidente del comitato – ma è evidente che attualmente il cda Sacal è stato spogliato di tutti i poteri, affidati nelle mani del presidente, persona designata dalla Regione Calabria”. Perugini ha anche evidenziato le criticità sorte a causa della gestione unica che ha visto l’affidamento a Sacal degli scali di Crotone e Reggio Calabria, due società dai bilanci nettamente passivi.

A questo proposito, Perugini ha auspicato che Sacal rinunci alla gestione degli altri due aeroporti per “riportare sulla strada maestra la governance dello scalo lametino. Per Crotone e Reggio si potrebbe invece creare una società apposita. Ciò, senza dimenticare che la Sacal, in base alla legge Madia, rischierà di essere liquidata se presenterà bilanci passivi per tre anni di seguito”.

All’incontro è intervenuto anche l’ingegnere Manlio Guadagnuolo che, durante la consiliatura Mascaro, è stato rappresentante del Comune di Lamezia nel cda Sacal.“L’aeroporto di Lamezia e quindi la Sacal, sono il fulcro del sistema aeroportuale calabrese- ha detto Guadagnuolo – dunque serve una gestione smart, all’avanguardia. La sfida si vince potenziando il terminal e con la creazione dei collegamenti intermodali, al fine di rendere più veloce l’entrata e l’uscita dei passeggeri”.

Sul progetto presentato nei giorni scorsi dall’amministrazione regionale riguardante l’ammodernamento della tratta ferroviaria da Catanzaro Lido-Lamezia, l’esperto ha ribadito: “Si tratta di un collegamento non esaustivo perché prima va potenziata l’aerostazione, un progetto di cui si parla da anni e che, per lungaggini burocratiche e ritardi, è stato anche ridimensionato dal punto di vista economico”.

Franco Cimino, componente del cda Sacal negli anni Novanta, ha ricordato l’eterna querelle tra Lamezia e Catanzaro, la città capoluogo che avrebbe voluto l’aeroporto tutto per sé. “Le due città – ha asserito Cimino – non sono mai riuscite a diventare una forza e si sono trascinate nella debolezza; l’aeroporto non è mai stato libero ma è rientrato nella logica di poter che imperversa in Calabria”.

L’ex consigliere regionale Mario Magno ha incalzato: “Catanzaro e Lamezia si scontrano ancora come due piccoli paesi. Ancora oggi ognuno pensa di poter fare i fatti propri strumentalizzando una struttura che potrebbe costituire il volano dello sviluppo della regione”. Sull’attuale presidente della Sacal, Magno ha affermato: “De Felice ha un curriculum di tutto rispetto ma non ha nessuna esperienza in materia di gestione aeroportuale”.

Luigi Muraca, ex consigliere comunale e già presidente dell’Asi, ha lamentato il fatto che all’incontro nel salone municipale non fossero presenti i componenti del cda Sacal, nonostante fossero stati tutti invitati. “Negli ultimi 10 anni – ha evidenziato Muraca – l’aeroporto ha avuto una gestione incosciente e grottesca: c’è un ecumenismo che diventa equilibrismo elettorale; questa importante infrastruttura va difesa dalla ‘mala gestio’. Inoltre vorremmo anche sapere se c’è un piano industriale, visto che nessuno ne parla”.

Anche Sebastiano Barbanti, già deputato del Partito Democratico, ha criticato il fatto che si sia arrivati alla gestione dell’aeroporto senza un piano strategico. “Senza scalo abbiamo solo due treni per Roma e un’autostrada che è un’eterna incompiuta – ha fatto notare Barbanti – ciò vuol dire che senza l’aeroporto di Lamezia siamo tagliati fuori dai collegamenti nazionali e internazionali. Da ciò la necessità di un piano per l’industria e uno per il turismo sfruttando l’infrastruttura tecnologica per rilanciare il primo vero hub della mobilità”.

Milena Liotta, già vicesindaco e assessore nella consiliatura Speranza, ha esortato la terna commissariale alla guida del Comune a farsi carico anche della questione Sacal con l’obiettivo prioritario di ridare autorevolezza al comitato di gestione.

L’ex sindaco Paolo Mascaro ha difeso l’operato della sua amministrazione relativamente alle scelte fatte per la ricapitalizzazione e il ruolo del Comune all’interno del cda della società che gestisce l’aeroporto. “Abbiamo consegnato a questo territorio una Sacal in cui Lamezia per la prima volta può contare ma, attualmente – ha rimarcato Mascaro – purtroppo non si parla più dell’aerostazione e del piano industriale”.

Riccardo Viola e Sebastiano Sofi, componenti del comitato, hanno concluso i lavori ribadendo che in passato la Sacal è stata ‘terra di conquista, di lottizzazione politica. Anche i due componenti del sodalizio hanno sollecitato i commissari prefettizi alla guida dell’ente comunale a interessarsi delle sorti dell’aeroporto così come hanno apertamente chiesto a parlamentari nazionali e regionali di inserire nelle loro agende una nuova gestione Sacal, moderna e funzionale, libera dai condizionamenti della politica.

Viola ha poi proposto di intestare lo scalo lametino, visto che dopo tanti anni di attività non ha ancora un nome.

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