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Il nuovo sindaco di Nocera ordina la demolizione della villetta dell’avversario politico Fernanda Gigliotti

Fernanda Gigliotti era sindaco di Nocera Terinese. Nel meso di gennaio, le dimissioni di 8 consiglieri comunali determinano la sua caduta. Alle Amministrative del 10 giugno la Gigliotti tenta di tornare alla guida della cittadina catanzarese ma la spunta il suo “avversario”, Massimo Pandolfo eletto primo cittadino con la lista “Unità popolare nocerese”.

Fin qui tutto normale, (si sa che nella politica c’è chi viene e c’è chi va), se non fosse che il neo sindaco “inaugura” la sua gestione amministrativa con una ordinanza che prevede la demolizione della villetta di Fernanda Gigliotti.

E’ dalla sua pagina di facebook che Fernanda Gigliotti fa sapere la cosa, raccontando appunto che “ieri mattina (13 giugno ndr) mi è stata notificata l’ordinanza n. 1 del 2018, che i solerti miei ex alleati di giunta e oggi avversari agguerriti, hanno pubblicato e inviato ovunque e a chiunque. Con tale ordinanza mi si intima di demolire entro 90 giorni la mia super villa di lusso di campagna per la presenza di opere abusive”.
“Dall’ordinanza – scrive Gigliotti – si può verificare che la mia super mega villa è di appena 50 mq. e potete anche rilevare la natura e l’entità delle presunte violazioni contestate:
1) Maggiori dimensioni del fabbricati di 20,00 cm su due lati e di 15,00 cm sui restanti lati per la presenza del “cappotto termico”
2) Maggiori dimensioni del porticato per circa 50 cm
3) Presenza di un armadio in pannelli di allumino utilizzato come locale tecnico di dimensioni cm. 120 x 290, utilizzato come vano contatori idrici utensili vari e motori .
4) Realizzazione di un piano interrato di dimensioni 7.05x 2.8 metri (praticamente 14 mq.) con un’altezza netta di piano 2.30 m . I locali sono destinati a w.c. e deposito attrezzature
5) L’immobile ha variazione d’uso diversa da quella autorizzata”.

Fernanda Gigliotti sostiene e ribadisce che “non ho commesso alcun abuso edilizo e che le violazioni contestate sono inesistenti e/o sanabili giacchè:
la maggiore dimensione del fabbricato pari a 20,00 cm su due lati e a 15 cm. sugli altri due lati non è un abuso edilizio, ma la conseguenza della legittima applicazione di un cappotto termico;
la presenza di un armadio usato come locale tecnico è un’attività di edilizia libera;
il piano seminterrato di circa “udite udite” 14,00 mq, era preesistente alla realizzazione della casa prefabbricata la cui autorizzazione del 2012, infatti, ne prevedeva la posa su una piattaforma di cemento armato preesistente”.

L’ex sindaco, che oltre ad occuparsi di politica esercita la professione forense, ritiene l’ordinanza “discutibile e contestabile sotto il profilo sostanziale e sul piano della legittimità. Ma per difendermi dovrei fare ricorso al TAR e ciò comporterebbe la mia incompatibilità come consigliere comunale. In buona sostanza, dopo avermi fatto fuori come sindaco vorrebbero farmi fuori anche come consigliere di minoranza.
Ancora una volta, sono costretta a scegliere se difendere il mio cane, la mia casa o la mia libertà. Ed io scelgo ancora una volta di difendere la mia libertà. La mia casa venite a demolirla voi, accomodatevi pure.
Ho deciso, infatti, e con la presente ne faccio ufficiale comunicazione, che non impugnerò l’ordinanza benchè abnorme ed illegittima sotto diversi profili, poiché se instaurassi un contenzioso civile o amministrativo con il comune di Nocera Terinese, diventerei incompatibile come consigliere comunale e non potrei assolvere al mandato elettorale che la cittadinanza mi ha affidato.
Ricordo a me stessa e a chi di dovere, tuttavia, che la mia casa in ordine di tempo è l’ultima ad essere destinataria di una ordinanza di demolizione. Mi precedono centinaie di ordinanze emesse e non eseguite negli ultimi venti anni. Quindi andate avanti voi. Io vi seguo e quando arriverà il mio turno provvederò”.

Candida Maione

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