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Il Festival del peperoncino protagonista del padiglione Calabria alla Borsa Mediterranea del Turismo

C’è anche il peperoncino tra i protagonisti del padiglione Calabria alla BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, la fiera in corso fino a domani 25 marzo alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

L’Accademia Italiana del Peperoncino Onlus è tra gli ospiti della manifestazione con un testimonial d’eccezione: “Sua Maestà Peperoncino” Gianni Pellegrino, che con la sua corona e lo scettro rigorosamente composti da peperoncini, ha intrattenuto gli ospiti degli oltre 210 metri quadri del padiglione calabrese.
La Borsa Mediterranea del Turismo è stata l’occasione per presentare la ventiseiesima edizione del Festival del Peperoncino, che si terrà dal 5 al 10 settembre 2018 a Diamante. Una manifestazione “piccante” che per cinque giorni restituisce al pubblico tutte le sfumature del prodotto tipico calabrese. Si parte ovviamente dall’aspetto gastronomico, con oltre 500 tipi di piante, per arrivare alla rassegna di cinema erotico e ai workshop sugli effetti benefici del prodotto in campo medico. Un attrattore turistico per la Riviera dei Cedri che con oltre 200mila presenze si conferma ogni anno coda della stagione estiva attirando nelle strutture ricettive un grande numero di visitatori.
“Prima del festival la stagione turistica ad agosto si chiudeva – ha spiegato Enzo Monaco, fondatore dell’Accademia nazionale del peperoncino – oggi invece la manifestazione fa da traino riempiendo di genti gli alberghi in un periodo considerato già bassa stagione”.
Un Festival che rende ancora più profondo il legame tra la Calabria e la Campania, non solo per la prossimità geografica che rende Diamante una delle mete più appetibile per i campani, ma soprattutto per la tradizione secolare che annovera calabresi e napoletani tra i primi a parlare di peperoncino nei loro ricettari.
“Il legame con Napoli è molto forte – ha sottolineato Monaco – non a caso le prime ricette di peperoncino sono state fatte a Napoli da un gastronomo forse di origini calabresi che serviva alla corte dei Borboni”.

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