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Da Pescara alla Locride sulle orme della legalità. In gita nella Calabria del riscatto con I Viaggi del GOEL

Quindici anni. I ragazzi del liceo scientifico C. D’Ascanio di Montesilvano, in provincia di Pescara, li hanno adesso. Abdullai, mediatore linguistico, li ha compiuti qualche tempo fa, ma li ricorda benissimo: a quell’età ha deciso di lasciare l’Africa per tentare fortuna in Europa. Gli studenti hanno ascoltato la sua storia a Locri, in uno degli incontri significativi organizzati da I Viaggi del GOEL per il viaggio d’istruzione, alla scoperta della Calabria che accoglie e non si arrende.

Quattro giorni, tre notti, più di millequattrocento chilometri tra andata e ritorno per concludere il progetto “Legalità” con un itinerario che ne mostrasse esempi concreti ed efficaci: una proposta per condividere storie concrete di riscatto, di persone e territori de I Viaggi del GOEL, tour operator di turismo responsabile di GOEL – Gruppo Cooperativo.

Gli studenti, accompagnati da cinque docenti, si sono immersi nel mondo di GOEL. Hanno dialogato con Abdullai di integrazione all’interno dell’Ostello Locride, eco-residenza realizzata in un bene confiscato; si sono immersi nella Magna Grecia del parco archeologico di Locri; hanno visitato il borgo di Gerace, le cooperative dove rivive l’antica tradizione del telaio a mano; hanno conversato, a Polistena, con la comunità “don Luigi Monti” che si occupa di accoglienza a minori in difficoltà e che ospita la cooperativa IDEA, nata per dare speranza ai ragazzi che provengono da questi percorsi e dove GOEL ha aperto un moderno laboratorio di produzione di cosmetici biologici derivanti dalla raccolta delle proprie cooperative agricole che si oppongono alla ‘ndrangheta.

Ma non solo, hanno passeggiato sul lungomare reggino ed ammirato i Bronzi di Riace; hanno assaggiato le pietanze della tradizione gastronomica calabrese; hanno osservato da vicino il genio di Nik Spatari conservato al Museo Santa Barbara di Mammola; hanno incontrato suor Carolina Iavazzo, collaboratrice di don Pino Puglisi, il parroco del quartiere palermitano di Brancaccio assassinato dalla mafia nel 1993, e visitato il centro di educazione alla legalità che prosegue la sua opera a Bosco S.Ippolito di Bovalino.

Segni concreti di una Calabria presente, che i ragazzi di Montesilvano possono testimoniare. In attesa delle altre scolaresche che hanno accettato la sfida della proposta di turismo responsabile.

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