Università “Magna Graecia”, Policlinico “Mater Domini” e il Sant’Anna Hospital firmano intesa convenzione per l’ampliamento rete formativa della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia · LameziaClick

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Università “Magna Graecia”, Policlinico “Mater Domini” e il Sant’Anna Hospital firmano intesa convenzione per l’ampliamento rete formativa della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia

mercoledì 14 febbraio 2018

CATANZARO – L’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, l’Azienda Ospedaliero Universitaria “Mater Domini” e il Sant’Anna Hospital hanno sottoscritto una convenzione per l’ampliamento della rete formativa della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia dell’Ateneo.

La collaborazione, promossa dal suo direttore, professore Pasquale Mastroroberto che ha presenziato alla firma, contribuirà a garantire piena autonomia alla Scuola che, negli ultimi anni, aveva invece operato quale sede “aggregata” ovvero con sede amministrativa presso altro Ateneo. Infatti il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica con proprio decreto del 29.9.2017 ha accreditato la Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia dell’Ateneo catanzarese quale sede amministrativa con la possibilità di inserire nella propria rete formativa strutture cosiddette “collegate”, previa stipula di apposita convenzione come nel caso del Sant’Anna Hospital. A dare corpo alle attività didattiche che si svolgeranno presso il Sant’Anna Hospital sarà il Dr. Daniele Maselli, direttore del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare, che in qualità di professore a contratto ha già svolto il medesimo compito nell’ambito della precedente collaborazione tra il Centro regionale di alta specialità del cuore e il Policlinico “Gemelli” dell’Università del Sacro Cuore di Roma. Si apre dunque un quinquennio (questa la durata della convenzione) nel corso del quale i medici in formazione specialistica, individuati dal consiglio della Scuola, svolgeranno le loro attività anche all’interno del Sant’Anna.

A firmare la convenzione, il Rettore dell’UMG, Professore Giovanbattista De Sarro, il Direttore Generale dell’AOU “Mater Domini”, Dottore Antonio Belcastro e il Direttore Generale del Sant’Anna Hospital, Ingegnere Giuseppe Failla.

Il Rettore De Sarro, nel sottolineare che quella con il Centro di cardiochirurgia è la prima convenzione a fini didattici che reca la sua firma, ha ricordato che “l’ipotesi di un’intesa tra Ateneo e Sant’Anna Hospital si era affacciata già qualche anno fa”, quando egli ricopriva l’incarico di Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, “nell’ambito di un ragionamento che mirava a valorizzare concretamente le potenzialità di una rete tra strutture di alta specialità, a tutto vantaggio del sistema sanitario nel suo complesso ma soprattutto degli utenti”. Un concetto, questo, ripreso anche dal Direttore Generale della “Mater Domini”, Belcastro, che ha sottolineato “l’importanza di dare corpo a quelle previsioni normative di governo della sanità che, sul piano nazionale, escludono ogni concorrenza tra strutture pubbliche e private accreditate ma, molto opportunamente e ai fini dell’efficacia nella risposta alla domanda di salute, parlano esplicitamente di complementarietà tra le strutture stesse”. (Segue a pag. 2)

Dal canto suo, il Direttore Generale del Sant’Anna Hospital, Failla, si è detto convinto che con la firma dell’intesa sia stata scritta una “pagina molto significativa, emblematica di quello spirito di collaborazione che dovrebbe animarci sempre come calabresi”. Sottolineando il proprio compiacimento per una iniziativa che vede assieme le strutture assistenziali della regione che operano in ambito cardiochirurgico, il DG del Sant’Anna ha espresso l’auspicio che “l’intesa possa estendersi nel comune obiettivo di continuare a garantire ai calabresi tutte le necessarie risposte e di farlo ai più alti livelli di qualità. I dati – ha aggiunto – evidenziano che ancora oggi, su un fabbisogno totale di circa 2100 interventi di cardiochirurgia, quasi 800 vengono eseguiti fuori dalla regione. Il percorso avviato, seppure destinato alla formazione degli operatori, deve dunque contribuire a dare fiducia ai nostri corregionali affinché, nella consapevolezza dei livelli di qualità raggiunti, possano più serenamente scegliere di farsi curare in Calabria”.

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