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Incendio tendopoli San Ferdinando, Michele Sapia (FAI Cisl Calabria): “Ricade su noi tutti l’obbligo morale e la responsabilità civile”

Di seguito la nota stampa di Michele Sapia, Segretario regionale FAI Cisl Calabria. “L’incendio di stamane, costato la vita ad una giovane lavoratrice trentenne giunta in Italia dalla Nigeria, è l’ennesima tragica conferma di quanto e come a San Ferdinando e nella Piana di Gioia Tauro il tema dei diritti e della dignità dei lavoratori sia drammaticamente attuale.

Il 23 gennaio dello scorso anno l’incendio fu limitato ad una sola baracca e per fortuna non vi furono vittime, oggi invece una giovane vita è stata spezzata e le immagini documentano un’autentica devastazione con duecento tra tende e baracche letteralmente incenerite.

Quanto basta per rendersi facilmente conto che il bilancio poteva essere decisamente più tragico.

Ricade su noi tutti l’obbligo morale e la responsabilità civile nel definire soluzioni che siano esaustive e complete; se è vero infatti che la struttura, dignitosa e videosorvegliata, inaugurata la scorsa estate ha costituito una valida risposta non c’è dubbio che i numeri, le presenze e quanto accaduto stamane ci rivelino come l’emergenza sia tutt’altro che finita.

La Fai Cisl Calabria esprime la propria condivisione ed il sostegno alle iniziative assunte dal Prefetto di Reggio Calabria che ha immediatamente convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e predisposto l’installazione di una tensostruttura che fornisca ricovero alle circa 600 persone private praticamente di tutto.

Urge tuttavia l’assunzione di una responsabilità collettiva perché nella Piana di Gioia Tauro – in concomitanza con la campagna di raccolta degli agrumi – la situazione continua ad essere insostenibile; due i temi da affrontare, quello dei diritti e quello della dignità di lavoratori che non possono e non devono vivere in quelle inaccettabili condizioni.

Il sindacato è consapevole dell’emergenza ed è per questo che ormai da tempo proprio a San Ferdinando ed a quella difficile situazione abbiamo dedicato impegno ed attenzione; ora chiediamo, come primo ed immediato passo, quello di rafforzare i controlli sulla base della legge contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura ed allo stesso tempo di avviare definitivamente – e soprattutto in quell’area – la Rete del Lavoro agricolo di qualità.

Si tratta di uno strumento che assegna un certificato di qualità alle aziende virtuose, è bene affrontare l’emergenza ma dobbiamo anche intervenire per configurare un sistema del lavoro agricolo dal quale vengano espulsi tutti coloro i quali non riconoscono diritti e dignità ai lavoratori di qualunque nazionalità essi siano.

E’ necessario, dunque, affiancare ai controlli tutte le necessarie attività di prevenzione e formazione, rafforzare gli strumenti della bilateralità e della contrattazione aziendale, coinvolgere tutti i protagonisti del sistema agricolo ed agroalimentare aumentando la discussione ed il confronto sui problemi e sulle soluzioni.

Urge, insomma, fare definitivamente sistema”.

 

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