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A giorni la fiction su Emanuela Loi. Ancora senza risposta una richiesta di intitolazione del piccolo anfiteatro posto sul lungomare Falcone Borsellino

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Sarà una fiction a celebrare la prima donna poliziotto caduta in servizio: Emanuela Loi (per quei pochi a cui ancora il nome non dice nulla), faceva parte della scorta del giudice Paolo Borsellino. In quel 19 luglio 1992 aveva solo 24 anni quando l’attentato di Via d’Amelio, una delle più cruenti stragi della nostra storia, la portò via dall’affetto dei suoi cari insieme con Agostino, Eddie, Vincenzo, Claudio ed il Giudice Paolo.

«Mi hanno dato per scorta una ragazza che con un soffio cade a terra», diceva Paolo Borsellino, scherzando, alla madre.  La scorta, i suoi “angeli” come li definiva il giudice.

E un angelo pareva anche Emanuela, giovane e solare con dei riccioli d’oro. Poliziotta quasi per caso, legata com’era alla sua terra, ai suoi affetti, al suo mare che non voleva abbandonare. Una ragazza con gli stessi sogni di tante sue coetanee: lavorare, servire lo Stato sposarsi con il suo fidanzato, quel fidanzato che poi per anni andò ancora a trovarla come se fosse ancora li ad aspettarlo.

Merita di essere ricordata Emanuela, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile, esempio di quella cultura della Legalità di cui tanto si parla oggi.

Gia dal 2015 a Lamezia è stata presentata una proposta di intitolazione ad Emanuela Loi del piccolo anfiteatro posto sul lungomare Falcone Borsellino: un anfiteatro rivolto verso quel mare che lei tanto amava e alla sua amata terra, la Sardegna, e proprio nel lungomare intitolato a coloro per i quali Emanuela ha sacrificato la propria vita.

“Da semplici cittadini – si legge in una nota a firma di Valentina Grassi e Francesco Raso – vorremmo ringraziare il responsabile dell’ufficio onomastica Geom.Businelli per l’attenzione mostrataci finora e invitare, come già fatto in precedenza con la passata amministrazione, i Commissari Dott.Alecci, Dott.ssa Colosimo e Dott.ssa D’Ovidio e al Dirigente responsabile Dott.ssa Aiello a voler attenzionare la richiesta, certi che ognuno di noi, camminando sul lungomare ed imbattendosi sul suo nome, sarebbe lieto di raccontare ai propri figli di Emanuela, di quel tragico giorno, di quelle persone che si sono sacrificate anche per regalare a noi una società migliore, un pò più giusta, in una terra che mette paura ma ricordando le parole di Borsellino: ‘la paura è umana ma combattetela con il coraggio'”.

 

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