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A Montecitorio presentazione dell’evento di inaugurazione del Ponte di Calatrava

ROMA – Un’opera materiale che rappresenta l’immagine del Sud che cresce: il Ponte di Calatrava di Cosenza è un significativo simbolo urbanistico di quel motore della ripresa che anche al Meridione attraverso grandi infrastrutture produce azioni concrete di sviluppo.

Il sindaco Mario Occhiuto e il vicesindaco Jole Santelli hanno tenuto a illustrare nella capitale, a palazzo Montecitorio, il programma dell’inaugurazione per dare il segno dell’importanza di quello che si preannuncia un evento non soltanto per la città di Cosenza ma per tutto il territorio calabrese.

Si tratta di un’opera di rigenerazione urbana che va a recuperare “pezzi” di città periferici e dunque prima scollegati dal centro, integrati adesso attraverso una riqualificazione fisica che vuole essere pure sociale. Imponente, bellissimo, oltre a rappresentare un elemento di attrazione turistica, il ponte di Calatrava di Cosenza contribuisce a completare il disegno di città che il sindaco Occhiuto sta delineando dal 2011. Il contesto paesaggistico dove sorge è tra i più belli e suggestivi.

“In un Paese in cui diventa sempre più difficile realizzare opere pubbliche di qualità e soprattutto completare i lavori in tempi brevi, c’è un Sud che cresce e che in Italia diventa simbolo del buon governo delle città – ha detto il sindaco Mario Occhiuto in una sala gremita di giornalisti e addetti ai lavori – Tengo a sottolineare che il nostro bilancio, per quanto riguarda le moltissime opere pubbliche realizzate e quelle in corso di costruzione nella città di Cosenza, è davvero positivo e incoraggiante. Parlo dei restauri dei monumenti, degli edifici pubblici e dei ponti storici, delle tantissime nuove piazze e dei percorsi pedonali con piste ciclabili, nonché dell’Osservatorio astronomico, dei BoCs art con il Museo di Arte contemporanea, del Museo di Alarico, dei fiumi navigabili e ancora del viale del Benessere con la Metro di superficie, nonché della Ciclopolitana, del nuovo stadio con la ‘Città dello sport’, della rigenerazione delle periferie e delle aree marginali, dei nuovi progetti di edilizia sociale e di recupero del Centro storico”.

Sulla scia del Sindaco, considerato visionario e lungimirante, il suo vice e assessore alla Cultura Jole Santelli: “Un ponte simbolo di una nuova città che avanza, un presidio culturale capace di attrarre nuovi visitatori per far conoscere la nostra bella Cosenza, ma anche un segno architettonico che sa di speranza, dedicato ai giovani che sono il nostro futuro”.

Non è un caso insomma che a proposito del processo generale di rivitalizzazione urbana portato avanti dall’Esecutivo Occhiuto si parli oggi, a proposito del capoluogo bruzio, specificamente di una “ispirazione Cosenza”.

Il professore Francesco Sisci, dell’Università del Popolo di Pechino, ha evidenziato che il ponte di Calatrava di Cosenza “è la testimonianza che anche nel Sud d’Italia le infrastrutture possono essere realizzate bene e velocemente collegando al Nord Europa. Per non parlare – ha aggiunto l’esperto sinologo – del dinamismo dell’espansione travolgente dell’Asia verso cui la Calabria a grandi passi si proietta”.

Il ponte di Calatrava di Cosenza sarà inaugurato il prossimo 26 gennaio con una solenne cerimonia a cielo aperto curata da Valerio Festi, il cui studio è annoverato tra i più affermati a livello internazionale nell’organizzazione di eventi di questo genere (Apertura a Torino dei XX Giochi Olimpici invernali, Apertura a Tokyo dell’anno dell’Italia in Giappone, eccetera).

In occasione dell’inaugurazione del ponte, il 26 gennaio sarà a Cosenza Santiago Calatrava, tra i più innovativi architetti al mondo, che ha progettato l’opera poi realizzata dall’impresa Cimolai. Giova anche ricordare che l’impresa Cimolai è tra le imprese più prestigiose nella realizzazione di opere d’arte in acciaio, avendo contribuito alla ricostruzione di Ground Zero a New York, al recupero sottomarino della nave Concordia e, tra le tante altre attività, ai lavori del New Safe Confinement di Chernobyl.

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