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Matrimonio: per calabresi e siciliani è ancora “per sempre”. I più scettici i Valdostani

martedì 28 novembre 2017

Calabresi e siciliani si sposano ancora convinti che sarà per sempre. Il matrimonio resta un sacramento a tutti gli effetti per il 77% dei calabresi e per il 74% dei siciliani.

Un passaggio fondamentale della propria esistenza, tanto che, come certificano i dati ISTAT, nel 2015 si sono registrate 194.377 unioni, prevalentemente al Sud Italia, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente, con una spesa che va dai 15mila ai 19mila euro. Al terzo posto troviamo le coppie pugliesi con un indice di fiducia del 72%. La Campania con il 69%, seguita dalla Basilicata con il 69% e l’Abruzzo con il 65%, nelle Marche il 55% e in Molise il 53%. Stessa percentuale per Emilia Romagna, 42% e Friuli Venezia Giulia, mentre nel Lazio il 46%, Liguria 43%, Lombardia 40% e Piemonte 38%, la Sardegna il 54%, Toscana 52%, Umbria 54%. Nella classifica troviamo il Veneto con il 66%, e infine il Trentino e la Valle D’Aosta con il 32% risultano i più scettici. Lo rileva una ricerca promossa dall ‘ Osservatorio Accademia del Mobile, l’azienda veneta leader nell’arredamento in legno massello, e realizzata su un campione online di 890 coppie di sposi che hanno convolato a nozze negli ultimi 5 anni. La ricerca ha monitorato, tra le altre cose, la convinzione di una coppia in procinto di sposarsi che possa essere ‘per sempre’.

A certificare l’incrollabile fiducia del Sud nel matrimonio è anche il dato significativo legato ai prestiti per affrontare le spese del matrimonio. Considerando il livello di ricchezza inferiore delle nostre bellissime regioni meridionali, colpisce il fatto che, per esempio, in Calabria si richiede un prestito medio di 19.080 euro, in Sicilia di 17.605 euro, in Sardegna di 16.845 euro, le coppie della Liguria chiedono 14.914 euro e in Lombardia 13.822 euro mentre in Trentino la cifra è di 9.833 euro. Tenendo conto del livello economico procapite, al Sud si spende il 30% in più in media rispetto al Nord con uno sforzo economico non indifferente.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Accademia del Mobile, ecco in cosa non badano a spese gli italiani che decidono di unirsi in matrimonio: la camera da letto ecologica. Infatti, per il 55% delle coppie interpellate, i mobili che compongono la camera da letto, devono essere esclusivamente realizzati con materiali naturali come il legno, che deve essere meticolosamente controllato sin dall’origine, ovvero tracciando la sua provenienza solo da foreste non contaminate, con deforestazione programmata. Il 30% del campione poi richiede, per vivere in un ambiente sano, mobili che utilizzino colle con emissioni nulle per l’assemblaggio dei componenti in legno, al posto di collanti dannosi per la salute. Per il restante 15%, il terzo cardine imprescindibile dei mobili del matrimonio è la tinteggiatura all’acqua, perché garantisce un livello eccezionale di eco-compatibilità al prodotto prima, durante e dopo la vita del mobile. Infine il 7% delle coppie interpellate cerca speciali “finiture ad olio” e “lucidature con cera d’api profumata al miele”, entrambi trattamenti assolutamente naturali.

“Come ci chiedono i nostri clienti nella ricerca – commenta Matteo Rossi, AD Accademia del Mobile – abbiamo studiato camere da letto anti-stress, cioè che utilizzano colori naturali e riposanti, abbinati ad elementi di arredo naturali come il legno massello, rifiniti all’acqua, che donano salubrità all’ambiente ma soprattutto a chi lo vive. Per noi la camera da letto è la comfort zone per antonomasia, il luogo dove non solo ci si riposa e si dorme, ma anche un’area living a tutto tondo.”

Insomma matrimonio sì, ma sempre più verde ed ecocompatibile.

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