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Lettera aperta: “I servizi aeroportuali di SACAL funzionano bene”

martedì 5 settembre 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Di seguito la lettera aperta al presidente della Sacal.

“Egregio presidente,

viaggio continuamente, per lavoro e per famiglia, da Lamezia Terme a Genova, Milano, Pisa.

E non solo.

Perché una lettera aperta?

Perché sono stufo, da calabrese, diventato genovese prima e lametino dopo, di sentirmi dire che in Calabria non funziona niente, che i servizi sono inefficienti (ed inefficaci), che l’aeroporto non funziona come dovrebbe, che tutti se ne fregano, ecc, ecc.

I periodi di fine vacanza sono sempre i peggiori per viaggiare, ma aimè anche per noi le vacanze sono finite domenica 3 settembre.

Di buon’ora, intorno alle 10.00, sapendo i volumi di traffico che caratterizzano le località di vacanza in questi periodi, mi sono recato nel nostro aeroporto di Lamezia con i miei due figli di 7 ed 8 anni per far rientro a Genova. Come da programma, aeroporto pieno di turisti, accompagnatori, pendolari che sistematicamente (settimanalmente, mensilmente) si spostano per lavoro.

Volo con Alitalia ed essendo annoverato tra i frequent flyer mi reco al banco sky priority. Trovo un’addetta al check in gentile, cordiale, professionale; si chiama Sharon (il cognome ha poca importanza). Noto la sua difficoltà nell’effettuare le nostre operazioni di accettazione, tergiversa, manifesta un viso preoccupato. Esito: “sig. Foti, mi spiace, purtroppo si trova in una situazione di overbooking. Lei è protetto ma i suoi bimbi, no”.

Sharon prova in tutti i modi ad effettuare le operazioni di accettazione, ma purtroppo i voli sono pieni, la compagnia ha venduto più biglietti rispetto ai posti disponibili. È una prassi molto utilizzata dai vettori in particolari periodi dell’anno.

Capisce il mio disagio, due minori al seguito, piccoli, da far rientrare a casa.

Contatta il capo scalo di servizio, Annalisa (anche in questo caso il cognome non è necessario), la quale si dimostra comprensiva, professionale, calma ed autoritaria nello stesso momento. Mi comunica notizie che purtroppo per me sono una conferma: non ci sono posti disponibili sui prossimi voli per Genova.

Proviamo altre soluzioni: Milano, idem. Un altro giorno, lunedì. Lo stesso.

Sharon ed Annalisa non si danno per vinte, capiscono il mio imbarazzo verso una situazione che può accadere ma che nessuno di noi vuole che accada. Devo rientrare in ufficio per importanti riunioni; no, non è possibile. I bimbi devono fare i vaccini; no, non è possibile.

Contattano Irene, responsabile della biglietteria Alitalia; hanno preso a cuore la mia situazione.

La certezza è quella di non poter ritornare a Genova nella giornata di domenica.

Attendo notizie da Sharon, Annalisa ed Irene, la quale, quest’ultima, si mette in contatto con gli uffici romani per trovare una soluzione di comodo: Genova, Milano, lunedì, martedì?

E Sharon, dalla sua postazione di check in, prova a rincuorare me ed i miei bambini, che dopo due ore di attesa iniziano a dare segni di cedimento.

Il tempo passa; la certezza è sempre la stessa. Oggi, domenica 3 settembre, non si parte.

Sharon ci comunica che Irene sta provando a farci partire lunedì mattina, verso Milano o verso Genova.

Alle 13.00 Irene, dalla biglietteria, si dirige verso di noi, ci guarda con un sorriso, ha dei fogli in mano.

Si presenta e nello stesso tempo si scusa per il disagio, come se fosse colpa sua, colpa di SACAL. Invece no, il problema è esclusivamente di Alitalia, del vettore e non del gestore dei servizi aeroportuali.

Questo lo capisco, sia per mestiere sia per il tempo trascorso sugli aerei e negli aeroporti.

Irene ci comunica che possiamo partire lunedì con il volo delle 8.00; continua a scusarsi, consegna i buoni pasto che spettano ai passeggeri che subiscono l’overbooking, illustra le modalità per effettuare la richiesta ad Alitalia per il risarcimento danni, come vuole il regolamento europeo per i diritti dei passeggeri.

E continua a scusarsi per l’attesa, per non essere venuta prima da noi.

Ecco, Presidente, questo è quanto mi è accaduto nella giornata di domenica 3 settembre, una normale giornata di rientro dalle vacanze.

Ho incontrato tre persone che certamente sanno fare il proprio lavoro e, mi permetto, forse potrebbero fare ancora di più per la professionalità dimostrata, ineccepibile.

Poco importa se ho dovuto disdire le mie riunioni o rimandato i vaccini dei bimbi. Sarà Alitalia a rispondere dei miei (nostri) disagi subiti.

La certezza, per quanto mi riguarda, è soltanto una: i servizi aeroportuali di SACAL a Lamezia Terme funzionano, ed anche bene, molto bene.

E per questo la ringrazio Presidente”.

Cordialmente

Marco Carmine Foti

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