Solo un italiano su 100.000 sa che la prima bibbia ebraica fu stampata in Italia, precisamente a Reggio Calabria · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Solo un italiano su 100.000 sa che la prima bibbia ebraica fu stampata in Italia, precisamente a Reggio Calabria

giovedì 31 agosto 2017

REGGIO CALABRIA – Solo un italiano su 100.000 sa che la prima bibbia ebraica fu stampata in Italia, precisamente a Reggio Calabria nel 1475 dal tipografo di Avrhaham ben Garton, e che ora questo preziosissimo volume si trova custodito a Parma presso la Biblioteca Palatina.

Lo rivela un sondaggio online reso noto dal portale di adv e marketing Spot and Web (http://www.spotandweb.it/news/810268/solo-un-italiano-100-000-sa-bibbia-ebraica-fu-stampata-calabria.html) in occasione dell’evento “Il cuore calabro dell’ebraismo”, in programma domenica 3 settembre 2017 a Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza, presso Palazzo Marino, al quale parteciperanno Gerardo Mario Oliverio (Presidente della regione Calabria), Ugo Vetere (sindaco di Santa Maria del Cedro), il Prof. Franco Galiano (Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro), esponenti del Consorzio del Cedro e della comunità ebraica e numerosi rabbini presenti sulla Riviera dei Cedri.

Che la regione Calabria sia ricca di mete d’interesse ebraico è cosa nota solo agli addetti ai lavori. Una regione che si conferma anche con questi dati completamente ‘rimossa’ dall’immaginario politico.

Eppure le destinazioni d’interesse ebraico sono numerose. In primo luogo i resti della sinagoga di Bova Marina, situata a circa 30 km da Reggio Calabria, sconosciuta al 95% degli italiani: si trattava di un’antica sinagoga romana risalente al IV secolo, la seconda più antica d’Europa.

Gli italiani ignorano la presenza di un’antica giudecca nella città di Nicotera, tornata da poco al suo antico splendore grazie a un ottimo lavoro di ristrutturazione: stradine strette e tortuose, case con portoni semplici e a piani, poiché gli ebrei per loro consuetudine tenevano in basso le loro botteghe e nei piani superiori i propri alloggi, e i cosiddetti “cafi”, passaggi coperti che, oltre a conferire all’agglomerato urbano un aspetto unico, permettono di esaltare le magnifiche vedute del mare e della valle circostante.

A Cosenza, è ancora in uso, nella toponomastica popolare, la dizione di “Cafarnone”, per indicare un quartiere del centro storico, il cui nome deriva da Cafarnao, l’antica città della Galilea in cui, secondo i Vangeli, Gesù abitò dopo aver lasciato Nazareth.

Sempre a Cosenza molte testimonianze certificano l’antica presenza di un quartiere ebraico nella zona tra il monastero delle Vergini e il quartiere dei Padolisi.

Nei dintorni di Carpanzano, nel cosentino, esistono un Monte Giudeo ed un Casale Giudeo mentre tra Scigliano, Rogliano e Carpanzano ci sono tuttora le contrade Judio Soprano o Sottano ed Acqua Judia.

Nella provincia crotonese, nei pressi di Santa Severina, c’è una Timpa dei Giudei; a Tiriolo, nel Catanzarese, la contrada Giudecca e la Giudea a Isola Capo Rizzuto; in provincia di Reggio Calabria, a Caulonia la contrada Iudica ed un triste e sanguinoso Fosso Scannagiudei, a Caccuri, ancora in provincia di Crotone, verosimilmente teatro di violenze ed assassinii.

Interessante la presenza del Portello dei Giudei a Castrovillari e della Porta Giudecca a Corigliano e Rossano, quasi certamente luoghi che indicavano l’ingresso nel quartiere ebraico.

loading...